Cosa significa la lettera V?
Ventiduesima nell’alfabeto, la V si legge 2 + 2, cioè 4, con la D e la M. Questo 4 si legge come organizzazione, perseveranza e senso del concreto, con un’eco del 22 che alcune scuole le conservano.
Il sito si attiene al 4 nei suoi calcoli; il riferimento al 22 serve solo a sfumare: un 4 che costruisce con un piano di grande portata. Le sue due cugine appartengono al piano fisico, la V al piano intuitivo: erige prima un’immagine globale, un presentimento di ciò che reggerà, prima di scendere ai dettagli.
La sua forma parla da sé: due tratti che si congiungono in un punto e si aprono a ventaglio, come un imbuto, una punta, una valle. Indica una direzione e un punto d’appoggio. Il suono, prodotto dai denti contro il labbro, si posa con nettezza. In un nome, la V dà un 4 che sa dove va e a cosa somiglierà il risultato. La sua difficoltà: reggere la lunga distanza quando l’immagine finale resta lontana, e accettare le tappe ordinarie.