Cosa significa la lettera R?
Ha una sola sorella di valore, la I. La differenza sta nella loro natura: la I è una vocale e tiene il 9 allo stato di ideale, la R è una consonante e lo mette in azione.
Diciottesima lettera dell’alfabeto, la R si legge 1 + 8, cioè 9, il numero che chiude un ciclo, trasmette e dà senza contare. È la lettera che passa dai principi ai gesti. Appartiene al piano emotivo: ciò che porta si sente prima di dimostrarsi, con un’intensità che finisce per vedersi.
La sua forma fa avanzare un’asta verso un occhiello, poi verso una gamba che scatta: nulla vi resta immobile. Il suo suono vibra in fondo alla gola o sulla punta della lingua, più a lungo di quello della maggior parte delle consonanti. In un nome, la R dà al 9 una dimensione concreta: si riprende una pratica che nessuno voleva, si mantiene una promessa quando l’entusiasmo della partenza è calato, si prepara il terreno per chi verrà dopo. Ciò che chiede in cambio è semplice da dire e difficile da fare: saper passare la mano, perché il 9 non chiede di portare tutto da solo.