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Sincronicità

Sincronicità: definizione, significato e calcolo

Una sincronicità è una coincidenza che colpisce perché ha un senso per la persona che la vive: la stessa ora doppia, un numero che ritorna. La parola viene dallo psichiatra Carl Gustav Jung.

Di Thomas Guilhot · aggiornato il

Ciò che hai visto · otto famiglie

Un’ora o un numero preciso: decifra un’ora doppia un numero angelico

Il metodo

Un’ora, tre letture

Esempio con 11:11: le cifre una a una, le due metà, poi il totale delle quattro cifre.

  1. 1. Le cifre

    1 · 1 · 1 · 1La stessa cifra quattro volte: la lettura insiste sull’1.
  2. 2. Le due metà

    11 · 11Due numeri maestri 11, mantenuti così come sono.
  3. 3. Il totale

    1 + 1 + 1 + 1 = 4Il numero dell’ora: qui, la costruzione.

Da dove viene la parola

Carl Gustav Jung e la «coincidenza dotata di senso»

Lo psichiatra svizzero Carl Gustav Jung (1875-1961) chiama sincronicità l’incontro di due eventi senza nesso causale, ma collegati dal senso che assumono per una persona. Sviluppa l’idea in un saggio pubblicato nel 1952, in un volume condiviso con il fisico Wolfgang Pauli.

Il suo esempio più noto: una paziente gli racconta un sogno in cui le viene regalato uno scarabeo dorato e, nello stesso momento, un insetto simile allo scarabeo viene a battere contro il vetro dello studio. Per Jung, non è una causa a collegare i due, ma il senso che la paziente vi trova.

Jung presenta la sincronicità come un’ipotesi per descrivere un’esperienza, non come una legge dimostrata. Versana riporta queste letture senza prevedere nulla: ciascuno resta libero del senso che dà a ciò che vive.

Perché le notiamo

Coincidenza o sincronicità?

  • 1440minuti in una giornata
  • 50ore notevoli (doppie, invertite, triple)
  • 3,5%dei minuti della giornata
  • L’attenzione selettiva

    Un’ora doppia attira l’occhio; 14:37 passa inosservata. Si nota ciò che forma uno schema.

  • Il bias di conferma

    Una volta che ci si pensa, si ricordano gli 11:11 visti e si dimenticano tutte le volte in cui si è guardata l’ora senza notare nulla.

  • Il senso che si dà

    È questo senso, proprio di ciascuno, che Jung chiama sincronicità. La numerologia può accompagnarlo con un vocabolario, senza deciderlo.

Domande frequenti sulle sincronicità

Che cos’è una sincronicità?

Una coincidenza che colpisce perché ha un senso per la persona che la vive, senza un nesso causale apparente tra gli eventi. La parola è stata proposta dallo psichiatra Carl Gustav Jung, che l’ha sviluppata in un saggio pubblicato nel 1952.

Qual è la differenza tra una coincidenza e una sincronicità?

La coincidenza è un fatto: due cose avvengono nello stesso momento. La sincronicità, nel senso di Jung, aggiunge il senso che si dà a quell’incontro. Lo stesso 11:11 può passare inosservato un giorno e colpire un altro, a seconda di ciò che si vive.

La sincronicità è provata scientificamente?

No. Jung l’ha proposta come un’ipotesi per descrivere un’esperienza vissuta, non come una legge dimostrata. La psicologia spiega soprattutto perché notiamo queste coincidenze: l’attenzione selettiva e il bias di conferma.

Vedere 11:11 o 222 è un messaggio dell’universo o degli angeli?

Molte persone lo vivono così, ed è la lettura della tradizione dei numeri angelici, riportata in ogni pagina. Versana ti lascia libero del senso che vi trovi: dà il calcolo del numero, ciò che la numerologia gli associa e ciò che dice la tradizione. L’unica cosa che non fa è annunciare un evento.