Le scuole di numerologia: storia, differenze e scelta
Esistono più numerologie, che associano numeri a lettere, date e nomi: origini, differenze e metodo scelto qui.
Di Thomas Guilhot · aggiornato il
Le scuole, una per una
Numerologia pitagorica
La numerologia pitagorica attribuisce a ogni lettera un valore da 1 a 9, poi somma. È la più diffusa in Occidente.
Numerologia caldea
La numerologia caldea dà alle lettere valori da 1 a 8 e tiene il 9 a parte, come numero sacro.
Numerologia cabalistica
Due parti: la ghematria, che somma le lettere di parole ebraiche, e un metodo francese recente che ricava dal nome una delle 22 vibrazioni.
Numerologia cinese
In Cina, un numero si giudica soprattutto da ciò che la sua pronuncia evoca: l’8 ricorda la prosperità, il 4 una parola di cattivo auspicio.
Numerologia tibetana
La numerologia tibetana indica un metodo moderno che dispone in una matrice le cifre di una data; la sua origine non è accertata.
Numerologia tantrica
La numerologia tantrica è una denominazione moderna che associa numeri a simboli indiani. Non è un metodo unico.
Numerologia biblica
La numerologia biblica studia la simbologia dei numeri biblici (7, 12, 40). Rientra nella lettura dei testi, non nel calcolo di una data.
Numerologia transgenerazionale
La numerologia transgenerazionale mette a confronto nascite e nomi di più generazioni per individuare numeri ricorrenti: una lettura simbolica, non un percorso psicologico.
La matrice del destino
Un metodo recente, diffuso prima di tutto in lingua russa da Natalia Ladini: colloca i 22 arcani maggiori dei tarocchi su un ottagono ricavato dalla data di nascita. Una lettura vicina alla numerologia, ridotta a 22 e non a 9.
Ricevi il tuo profilo numerologico
Le scuole a confronto
| Scuola | Parte da | Valore delle lettere | Riduzione | Su questo sito |
|---|---|---|---|---|
| Pitagoricametodo seguito qui | Il nome di nascita e la data | Da 1 a 9, nell’ordine dell’alfabeto | Fino a una cifra; 11, 22 e 33 conservati | Tutti gli strumenti |
| Caldea | Il nome d’uso | Da 1 a 8, secondo il suono; il 9 a parte | Prima il numero composto, poi una cifra | Calcolo caldeo |
| Cabalistica | Parole ebraiche; il nome di battesimo per le 22 vibrazioni | Ebraiche, da 1 a 400; tabella pitagorica per le 22 vibrazioni | Nessuna nella ghematria; resto della divisione per 22 | Calcolo delle 22 vibrazioni |
| Cinese | I numeri stessi (suoni, quadrato Lo Shu) | Nessuna: niente alfabeto | Nessuna riduzione sistematica | Pagina di spiegazione |
| Tibetana | Le cifre della data di nascita | Nessuna | La somma delle cifre, poi una griglia | Pagina di spiegazione |
| Tantrica | La data di nascita | Nessuna | Fino a una cifra, poi un simbolo secondo l’autore | Pagina di spiegazione |
| Biblica | I numeri di un testo | Nessuna | Nessuna riduzione; accostamenti | Pagina di spiegazione |
| Transgenerazionale | Le date e i nomi di una famiglia | Tabella delle lettere da 1 a 9 | Fino a una cifra, poi incroci | Pagina di spiegazione |
Perché più scuole?
Chiedi a tre persone di calcolare il numero di uno stesso nome, e potresti ottenere tre risultati. Non è per forza un errore di calcolo: forse ciascuna ha imparato una tradizione diversa. Sotto la parola «numerologia» si raccolgono in realtà più pratiche, nate in regioni ed epoche lontane, che non perseguono tutte lo stesso scopo.
Certe scuole trasformano le lettere in cifre con una tavola fissa, come la tradizione pitagorica o la caldea. Altre poggiano sulla lingua d’origine: in ebraico, ogni lettera è anche un numero, il che fonda la ghematria. Altre ancora si interessano al suono delle cifre, come la tradizione cinese, in cui si sceglie un numero di telefono in base alle parole che la sua pronuncia evoca. Infine, approcci più recenti lavorano su date, alberi genealogici o cicli.
Nonostante queste differenze, resta un fondo comune. Tutte partono dall’idea che un numero non sia solo una quantità: porta un senso, una qualità, un ritmo. Tutte cercano anche un modo di mettere ordine nell’esperienza, offrendo un linguaggio per riflettere su di sé. Le pagine qui sotto presentano ogni scuola per se stessa: la sua origine, ciò che calcola, ciò che afferma, e i limiti da tenere a mente.
Una breve storia della numerologia
I numeri sono stati carichi di significato ben prima che si parlasse di numerologia. In Mesopotamia, gli scribi contavano e osservavano il cielo con metodo, e questa eredità ha alimentato, nell’Antichità, la reputazione dei sapienti detti caldei. In Grecia, la scuola che si richiama a Pitagora, nel VI secolo avanti la nostra era, vede nei rapporti tra numeri l’ordine del mondo. Si sa poco dello stesso Pitagora, e nulla di ciò che avrebbe scritto ci è giunto.
Le lettere, dal canto loro, hanno servito da cifre in più lingue: in greco come in ebraico, alfa o aleph valgono uno, beta o bet valgono due. Questo ha permesso di confrontare le parole attraverso la loro somma, gioco che si ritrova in iscrizioni greche e nei commenti ebraici. La cabala medievale ne ha fatto un metodo di lettura dei testi sacri. Più a oriente, la Cina ha sviluppato i propri legami tra numeri, calendario e divinazione.
Nel Rinascimento, eruditi europei raccolgono queste eredità. Poi, attorno all’inizio del XX secolo, in particolare negli Stati Uniti, si organizza una numerologia moderna: una tavola semplice, la riduzione a una cifra, numeri calcolati sul nome come sulla data. Prende in prestito da tutte queste fonti senza discenderne direttamente.
Il metodo seguito su questo sito
Il sito segue la numerologia pitagorica francese, secondo Fermier («ABC de la numérologie»), con due aggiunte: il numero maestro 33, che Fermier non ammette, e i nomi presi secondo le due convenzioni (il primo nome, poi tutti i nomi, letti a parte). Concretamente: nove valori di lettere, la riduzione dei totali a una cifra conservando 11, 22 e 33, e la Y contata tra le vocali.
Questa scelta si deve alla sua semplicità, alla sua diffusione in francese e alla sua coerenza da un numero all’altro: il nome e la data si leggono con lo stesso strumento. Non significa che le altre scuole sbaglino. Rispondono ad altre domande, con altre regole, e puoi esplorarle liberamente prima di decidere cosa ti parla.
Domande frequenti sulle scuole di numerologia
Qual è la migliore scuola di numerologia?
Nessuna prevale in modo dimostrato: ogni scuola risponde alla propria domanda. La pitagorica si presta bene al nome e alla data, la cabalistica allo studio di testi ebraici, la cinese alla scelta dei numeri. La cosa più utile è sapere quale metodo si applica, e attenersi ad esso da un calcolo all’altro.
Che differenza c’è tra numerologia pitagorica e caldea?
Non usano la stessa tavola. La pitagorica conta nove valori, da 1 a 9, seguendo il posto delle lettere nell’alfabeto. La caldea va da 1 a 8 e riserva il 9 a un ruolo a parte. Uno stesso nome può dunque portare a due numeri distinti, senza che uno dei calcoli sia sbagliato.
La numerologia viene da Pitagora?
Non direttamente. Pitagora e i suoi discepoli hanno certo visto nei numeri una chiave dell’armonia, ma non possediamo alcuno scritto di lui. La tabella dei valori delle lettere è attribuita a Pitagora per tradizione, e la sua forma attuale risale piuttosto al XX secolo.
Si possono mescolare più scuole di numerologia?
Meglio evitare di mescolarle in uno stesso calcolo: le tavole e le regole di riduzione differiscono, e il risultato non rientrerebbe più in alcuna tradizione. Nulla impedisce invece di confrontarle, a condizione di dire ogni volta quale si applica.
Perché due numerologi danno due risultati diversi?
Spesso non applicano la stessa convenzione. Le differenze vengono dalla tavola delle lettere, dalla scelta del nome di nascita o del nome d’uso, dalla Y, o dal mantenimento dei numeri maestri. Prima di concludere a un errore, occorre confrontare questi punti uno per uno.
Quale scuola di numerologia segue questo sito?
Questo sito applica una numerologia pitagorica francese, secondo Fermier. Due scarti sono assunti: il 33 resta un numero maestro, cosa che Fermier non fa, e i nomi si leggono in due modi. Per il resto, ogni totale si riconduce a una cifra, tranne 11, 22 e 33; quanto alla Y, passa per una vocale. È una scelta di metodo, non un giudizio sulle altre tradizioni, di cui le pagine vicine presentano i principi.