In amore
Sul piano del cuore, Jing sottolinea una sorgente di tenerezza che non si prosciuga: coltivarla ogni giorno, senza andare ad attingere altrove.
Jing, il pozzo, è l’esagramma della risorsa comune: sempre lì, mai esaurita, a condizione di ripulirla e di farne risalire l’acqua.
Per te, Jing ricorda che esiste già una risorsa profonda: si tratta meno di cercarla che di curarla e di renderla utile.
Una sorgente che non cambia quando tutto attorno si trasforma e di cui ciascuno può godere.
Lasciare un pozzo ripulito senza usarlo: il secchio che si rompe all’ultimo istante vanifica tutto lo sforzo.
Jing prende per immagine il pozzo del villaggio. La città può cambiare posto, gli usi evolvere, il pozzo resta lo stesso: la sua acqua non si prosciuga, non trabocca, e chi viene come chi parte vi attinge.
Il testo antico insiste su un punto: il pozzo vale solo se l’acqua viene effettivamente fatta risalire. Se il secchio si rompe proprio prima di raggiungere la superficie, lo sforzo è perduto. L’esagramma parla dunque di risorse reali, ma anche della cura che richiedono: riparare la corda, ripulire il bordo, verificare ciò che serve davvero.
Invita a chiederti che cosa, nella tua vita, svolga questo ruolo di sorgente comune e se lo lasci dormire o lo renda disponibile.
L’Acqua sul Legno: il secchio si immerge e riporta l’acqua verso l’alto. Il commento classico ne trae un consiglio di governo: incoraggiare il lavoro e invitare ciascuno ad aiutarsi a vicenda.
Lancia tre monete sei volte: il tuo esagramma, le linee che cambiano e la direzione che indicano.
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Sul piano del cuore, Jing sottolinea una sorgente di tenerezza che non si prosciuga: coltivarla ogni giorno, senza andare ad attingere altrove.
Sul lavoro, l’esagramma parla delle competenze e delle risorse comuni: curarle, renderle accessibili e usarle fino in fondo.
L’I Ching aiuta a riflettere sulla condotta da tenere: non dice ciò che accadrà.
I nomi italiani sono quelli abituali della tradizione di Richard Wilhelm («Il Creativo», «Il Ricettivo»…), ormai d’uso corrente; i testi si appoggiano sul cinese e sulle traduzioni antiche di pubblico dominio (Legge, 1882; Philastre, 1885-1893).
L’esagramma 48, Jing, significa il pozzo: una risorsa comune e durevole, che vale solo se la si cura e se ne fa risalire davvero l’acqua.
Le due figure si leggono al rovescio l’una dell’altra: Kun, la morsa in cui nulla scorre, e Jing, il pozzo che dona. Il testo antico le colloca una accanto all’altra.