In amore
Sul piano del cuore, Kun evoca un tempo di disagio o di mancanza: gesti fedeli valgono più di lunghe spiegazioni, e la pazienza aiuta.
Kun, l’esaurimento, è l’esagramma della morsa: quando mancano mezzi e spazio, la fermezza interiore resta l’unico appoggio.
Per te, Kun descrive un momento in cui tutto si stringe: reggere senza esaurirti in spiegazioni e lasciar parlare le tue azioni per te.
Una fermezza interiore che resta quando le circostanze si stringono e che si vede nelle azioni più che nelle parole.
Giustificarsi senza fine: il testo antico nota che, nella morsa, le parole non si fanno credere.
Kun disegna un periodo angusto: le risorse si assottigliano, gli appoggi tardano e ogni gesto sembra urtare una parete. Il suo nome evoca un albero chiuso in un recinto, senza posto per stendere i rami.
Il testo antico non chiude tuttavia la porta. Vi vede ancora una possibilità di avanzare, per la persona ferma e retta, quella che si può definire grande. Aggiunge un avvertimento: in simili momenti i discorsi non vengono creduti. Sono le azioni, anche modeste, a ristabilire la fiducia.
Kun invita dunque alla sobrietà: risparmiare le forze, restare fedeli ai propri principi, evitare di forzare le porte e accettare che la situazione si sciolga al suo ritmo.
Il Lago sull’Acqua: il lago si svuota, l’acqua gli viene meno. Secondo il commento antico, la persona di valore mette tutto in gioco per restare fedele al suo scopo, anche quando la sorte le resiste.
Lancia tre monete sei volte: il tuo esagramma, le linee che cambiano e la direzione che indicano.
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Sul piano del cuore, Kun evoca un tempo di disagio o di mancanza: gesti fedeli valgono più di lunghe spiegazioni, e la pazienza aiuta.
Per i progetti in corso, Kun descrive mezzi ristretti e un riconoscimento che tarda: restare retti, curare l’essenziale e lasciare che siano i risultati a perorare.
L’I Ching aiuta a riflettere sulla condotta da tenere: non dice ciò che accadrà.
I nomi italiani sono quelli abituali della tradizione di Richard Wilhelm («Il Creativo», «Il Ricettivo»…), ormai d’uso corrente; i testi si appoggiano sul cinese e sulle traduzioni antiche di pubblico dominio (Legge, 1882; Philastre, 1885-1893).
L’esagramma 47, Kun, significa l’esaurimento: un momento in cui mancano mezzi e spazio, da attraversare con la fermezza interiore e con azioni più che con parole.
È l’esagramma 22, Bi, l’ornamento: la bellezza delle forme quando nulla manca. Kun mostra l’opposto, la spoliazione in cui regge solo l’essenziale.