In amore
La delicatezza dei gesti e delle parole è favorita: creare belle occasioni, senza che la cornice tenga il posto della sincerità.
Bi, l’ornamento, è l’esagramma della bella forma: ciò che è ornato illumina, ma non deve nascondere l’essenziale.
Per te, Bi invita a curare la forma senza dimenticare la sostanza: la bellezza di un gesto vale quando serve ciò che dice.
Il gusto della bella forma e della grazia, che dà a ciò che è semplice presenza e chiarezza.
Lasciare che l’apparenza prenda il posto della sostanza: una bella confezione non sostituisce ciò che c’è dentro.
Bi parla dell’ornamento. Il fuoco illumina la montagna: la luce dà alla massa i suoi contorni, la sua grazia, il suo rilievo. Il testo antico dice che l’ornamento è efficace nelle piccole cose, ma non basta per le grandi imprese.
L’esagramma invita a riconoscere il valore della forma: un modo di dire, di presentare, di celebrare rende le cose più vive. Chiede anche di non fermarsi lì, perché l’ornamento è solo un mezzo.
Le sue linee salgono da un ornamento leggero a quello più spoglio, e la più alta, il bianco semplice, conclude che la bellezza più giusta è quella che non nasconde nulla.
Il Fuoco ai piedi della Montagna: una luce dolce illumina senza sconvolgere. Per i commenti, serve a sbrigare con chiarezza gli affari ordinari, non a dirimere le grandi cause.
Lancia tre monete sei volte: il tuo esagramma, le linee che cambiano e la direzione che indicano.
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La delicatezza dei gesti e delle parole è favorita: creare belle occasioni, senza che la cornice tenga il posto della sincerità.
Presentazione, immagine e cura dei dettagli sono valorizzate, finché servono un contenuto solido.
L’I Ching aiuta a riflettere sulla condotta da tenere: non dice ciò che accadrà.
I nomi italiani sono quelli abituali della tradizione di Richard Wilhelm («Il Creativo», «Il Ricettivo»…), ormai d’uso corrente; i testi si appoggiano sul cinese e sulle traduzioni antiche di pubblico dominio (Legge, 1882; Philastre, 1885-1893).
L’esagramma 22, Bi, significa l’ornamento: la grazia della forma che illumina la sostanza, purché non diventi fine a se stessa.
È l’esagramma 21, Shi Ke, mordere attraverso. Fa il contrario: dopo l’ornamento, si torna al fondo delle cose, per tagliare un ostacolo.