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La coda karmica 3-22-19: Bambino non nato

Un’impazienza di vivere a pieno, che si placa quando ci si concede di crescere al proprio ritmo e di prendere il proprio posto.

  • slancio di vivere
  • maturità dolce
  • posto preso
L’essenziale

La coda karmica 3-22-19: Bambino non nato in breve

Un punto di forza

Vitalità viva, entusiasmo contagioso, voglia di provare: l’energia di questa coda porta luce nei gruppi. La persona ha il gusto degli inizi, dell’audacia e dell’istante presente. Associata alla pazienza, questa vitalità porta i progetti fino al termine.

Un punto di attenzione

Incombe la precipitazione: bruciare le tappe, volere tutto subito, poi stancarsi o esaurirsi. L’altro versante è il rifiuto di assumere responsabilità da adulti, come se crescere facesse perdere la leggerezza. Frazione i tuoi progetti in tappe brevi, festeggia ciascuna e ammetti che la maturità possa restare gioiosa.

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Di Thomas Guilhot · aggiornato il

Cosa racconta questa coda karmica

In questa vita, un ricordo intuitivo di questo passato spinge la persona, fin dall’infanzia, a voler fare tutto in fretta, a vivere con intensità e a farsi notare.

In questa vita

I rapporti con i genitori, e soprattutto con la madre, sono difficili. Il metodo descrive una madre distante, poco felice dell’arrivo di questo bambino; anche quando le apparenze sono salve, questa freddezza traspare di tanto in tanto. Il bambino si sforza di provare alla madre che supera tutti gli altri, per conquistarne l’amore. Non riuscendoci, cerca più tardi una figura materna sostitutiva: un superiore, degli amici, il partner. La questione dei figli propri rende tutto più delicato, con due estremi: a causa di un profondo malessere interiore, o vi si rinuncia, o si rimanda il progetto il più possibile, aspettando che tutto sia perfettamente in ordine. Ora, secondo il metodo, il bambino arriva proprio nel momento delle difficoltà, quando la salute o le finanze vacillano. Bisogna allora mettersi al posto di sua madre di un tempo e fare una scelta decisiva. Rifiutare il bambino aggrava tutto; capire ciò che ha vissuto la madre, perdonarla interiormente e accogliere il bambino riporta a poco a poco, come per miracolo, il successo e la serenità.

La lezione

La lezione, secondo il metodo, è capire la propria madre e perdonarla. Quando la vita riproduce la sua situazione, si tratta di attraversarla senza rifare gli errori dei genitori, scegliendo, sul piano morale, di dare a una piccola anima una vita felice. Le difficoltà del momento non durano. Se invece si riproduce il gesto della propria madre, il metodo preannuncia una serie di perdite e di prove da cui è difficile uscire, e la stessa scelta si ripresenta ancora e ancora.

Il copione: Rifiuto di crescere

La persona cerca un adulto che ami e vuole contare.

Bloccata in una postura infantile, si attira conflitti in cui perdonare sembra impossibile, rifiuta la storia di sua madre, fatica a staccarsi da lei e incontra difficoltà con i propri figli.

I segnali

  • Rapporto complicato con la madre
  • Madre distante che si sottrae
  • Figli iperprotetti
  • Atteggiamenti da bambino in età adulta
  • Partner che fa la parte del genitore
  • Ricerca di riconoscimento dai genitori
  • Interruzioni di gravidanza, figlio non voluto, rifiuto della discendenza
  • Bambino difficile da accettare
  • Difficoltà a concepire o a portare avanti una gravidanza
  • Rancore verso i genitori
  • Emozioni difficili da esprimere
  • Irresponsabilità o esigenza eccessiva
  • Bisogno di essere al centro degli sguardi
  • Senso di colpa che consuma
  • Azioni disperse
  • Tendenza a sminuirsi

La nuova strategia

La nuova strategia comincia da un lavoro sul legame materno: cercare di capire che cosa ha attraversato la madre, poi perdonarla interiormente.

Quando la vita pone la persona davanti a una scelta simile, la vive pienamente invece di fuggirla, evitando di ripetere gli errori dei suoi genitori. Fa la scelta morale di offrire a una piccola anima una vita felice, ricordando che le difficoltà del momento sono passeggere. Questa scelta pone fine al ciclo delle perdite e della stessa decisione sempre rigiocata.

I passi

  • Scrivere ciò che sai della vita di tua madre quando sei nato
  • Redigere una lettera di perdono a tua madre, senza per forza spedirla
  • Individuare gli errori dei genitori che rischi di riprodurre
  • Davanti a una decisione importante, ricordarti che le difficoltà passano
  • Fare la scelta che offre una vita felice al bambino

Nella vita quotidiana

Una sera ti viene un’idea entusiasmante, e vuoi lanciarla da domani.

Compri, cominci, racconti a tutti. Qualche tempo dopo il fuoco cala, e la stanchezza si affaccia. Stavolta annota le prime tre tappe e impegnati soltanto nella prima. Il piacere di cominciare resta intatto, e ogni tappa riuscita aggiunge solidità: l’entusiasmo diventa realizzazione.

Una lettura simbolica della matrice del destino: una pista di riflessione su di te, mai un verdetto né un fatto accertato.

Per approfondire

Come si calcola?

Parti dalla data.

Domande frequenti: la coda karmica 3-22-19: Bambino non nato

Cosa significa il nome di questa coda?

È un’immagine forte, che parla di una vita che non ha potuto dispiegarsi. Non descrive un evento della tua storia. Traduce una pressione che il metodo ne ricava: vivere in fretta, recuperare tutto, per timore di non avere tempo. La pagina propone il contrario: prendersi il tempo, al tuo passo.

Che legame c’è con la madre?

La lezione invita a guardare il rapporto materno con comprensione, senza cercare un colpevole. Comprendere un genitore, con i suoi limiti e il suo contesto, libera dall’impressione di dover riparare. Se questo rapporto è difficile o assente, si può farlo anche con una figura che ha svolto quel ruolo, o scrivendo ciò che si sarebbe voluto dire.

Come rallentare senza annoiarsi?

Associa la lentezza al piacere: una passeggiata senza meta, un pasto condiviso, un’attività manuale. Tieni un progetto motivante per lo slancio, e aggiungi tempi di sosta programmati. A poco a poco si scopre che la profondità di un momento non dipende dalla sua velocità, e che il tempo disponibile è più vasto di quanto si temesse.