Freud e i sogni: che cosa dice L’interpretazione dei sogni
Freud legge il sogno come un desiderio mascherato, che si ritrova partendo dalle proprie associazioni piuttosto che da una chiave dei sogni.
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Freud e i sogni in breve
Per te l’apporto più utile resta il suo metodo: lasciare che ogni immagine richiami un ricordo, un pensiero, un desiderio.
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Un libro che cambia lo sguardo sul sogno
L’interpretazione dei sogni esce nel novembre 1899, datata 1900 dal suo editore viennese. Freud vi sostiene un’idea allora nuova: il sogno ha un senso, proprio di chi sogna, e lo si può ritrovare. Ne farà poi la «via regia» verso la conoscenza dell’inconscio, secondo la formula aggiunta nel 1909. Il libro si appoggia largamente sui suoi sogni, che analizza senza falso pudore.
Desiderio, travestimento e lavoro onirico
Freud considera il sogno la realizzazione di un desiderio, ma sotto una maschera. Distingue il contenuto manifesto, la storia di cui si serba memoria, dal contenuto latente, i pensieri che essa ricopre. Tra i due opera il «lavoro onirico»: la condensazione, che fonde più persone o idee in una sola immagine, e lo spostamento, che porta l’emozione su un dettaglio secondario. Da cui questi sogni in cui l’essenziale sembra nascondersi in un angolo della scena.
Le associazioni prima dei simboli
Freud rifiuta le chiavi dei sogni che traducono ogni immagine una volta per tutte. Il suo metodo parte dalle associazioni della persona, elemento per elemento. Ammette dei simboli fissi, spesso sessuali, solo per le immagini su cui la persona non associa nulla, e li presenta con prudenza. Le pagine del dizionario riportano queste letture come un momento della storia delle idee, senza erigerle a verità.
I fatti e le loro fonti
- L’interpretazione dei sogni esce nel novembre 1899, datata 1900 dall’editore Deuticke. S. Freud, Die Traumdeutung, Leipzig e Vienna, F. Deuticke, 1900 [1899]; Wikipedia (fr), «L’Interprétation du rêve»
- Per Freud, il sogno è la realizzazione travestita di un desiderio; il «lavoro onirico» (condensazione, spostamento) trasforma il contenuto latente in contenuto manifesto. S. Freud, L’interpretazione dei sogni, 1900, cap. III, IV e VI
- Freud definisce l’interpretazione dei sogni la «via regia» per la conoscenza dell’inconscio. S. Freud, L’interpretazione dei sogni, cap. VII (frase aggiunta nell’edizione del 1909)
- Ricorre ai simboli fissi solo per le immagini su cui la persona non ha alcuna associazione. S. Freud, Vorlesungen zur Einführung in die Psychoanalyse (1916-1917), 10ª lezione
Un sogno si legge come uno specchio di ciò che vivi, mai come un presagio: nessuna lettura di questa pagina predice nulla.
Freud e i sogni: le tue domande
Per Freud, tutti i sogni sono sessuali?
No. Freud vede nel sogno il compimento di un desiderio, che non è sempre sessuale: fame, ambizione, rivincita, bisogno di riposo. Concede un grande posto ai simboli sessuali, ma solo quando la persona non ha alcuna associazione personale su un’immagine.
Le idee di Freud sul sogno sono ancora ammesse?
In parte. L’idea che i sogni riprendano le nostre preoccupazioni è ben sostenuta dalla ricerca; quella di un desiderio nascosto dietro ogni sogno lo è molto meno. Il suo metodo di associazione resta invece un modo ricco di riflettere sui propri sogni.
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