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Giada: significato e proprietà

La giada è la pietra del prestigio e dell’amore nella tradizione cinese: le si associano anche la fortuna e la protezione.

  • Prestigio
  • Amore
  • Fortuna
L’essenziale

Giada in breve

Per te, una pietra liscia che può ricordarti di tenere la tua attenzione, durante la giornata, su ciò che conta davvero.

Una domanda da farsi

Cosa hai di prezioso a cui vuoi dedicare più attenzione?

Un punto di attenzione

Uno sbalzo brusco di temperatura può incrinarla: niente fonti di calore diretto.

Colore
verde, bianco
Intenzioni attribuite
fortuna, protezione
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Cosa evoca

La cristalloterapia moderna associa la giada alla fortuna e alla protezione: la si ritiene una pietra portafortuna e un promemoria di circondarsi di ciò che ci è prezioso.

Questa lettura è soprattutto cinese. Kunz spiega che la forma antica del carattere che significa « prezioso » contiene già perle di giada, e che il segno antico di « re » sembra rappresentare un filo di queste perle, insegna di rango. Aggiunge che i cinesi chiamano la giada l’essenza concentrata dell’amore e ne portano minuscoli pezzi per averla sempre a portata di mano.

Al giorno d’oggi ne si fa un supporto di intenzione: un ciottolo o un ciondolo che si tiene in mano prima di decidere.

Le tradizioni

  1. Cina antica

    Secondo Kunz, la forma antica del carattere pao, « prezioso », associa una casa a perle di giada, una conchiglia e una giara: i cinesi collezionavano dunque già la giada come ornamento. Il segno antico di « re » sembra rappresentare un filo di perle di giada, che serve ancora da insegna di rango e di autorità.

    Kunz, 1913, voce « Jade » del Curious Lore
  2. Cina, amuleti e simboli

    Kunz riporta che in Cina si regala una fenice di giada alle ragazze che raggiungono la maggiore età, una farfalla, simbolo di amore riuscito, alle fidanzate, e un ornamento a forma di lucchetto ai bambini, destinato a legarli alla vita. Secondo lui, i cinesi ritengono anche la giada l’essenza concentrata dell’amore, e la fanno risuonare per sentirne la nota.

    Kunz, voce « Jade », 1913 (amuleti e simboli)
  3. Cristalloterapia moderna

    Secondo i libri di cristalloterapia contemporanei, la giada sarebbe una pietra di fortuna e di protezione. Questa associazione è recente e poggia sulla tradizione cinese più che su un testo preciso.

    uso corrente, guide recenti concordanti

Un gestoCome ciondolo, o come piccolo ciottolo che si tiene in mano o in tasca, per ricordarsi ciò che conta davvero.

Nessuna pietra ha un effetto dimostrato sulla salute: in caso di disturbi, rivolgiti a un professionista della salute.

La sua carta d’identità

Natura
Due minerali distinti: giadeite (pirosseno) e nefrite (anfibolo: tremolite-actinolite)
Famiglia
Minerale
Composizione
NaAlSi2O6 (giadeite); Ca2(Mg,Fe)5Si8O22(OH)2 (nefrite)
Durezza (scala di Mohs)
6–7 su 10
Sistema cristallino
monoclinique
Colori
verde, bianco
Origini
Birmania (Myanmar, giadeite), Giappone (giadeite), Cina, Nuova Zelanda, Canada (nefrite)
Trattamenti frequenti
sbiancamento e resina (giada «B»); tintura (giada «C»)
Imitazioni frequenti
serpentino; avventurina; vetro; quarzite tinta

Prendersene cura senza rovinarla

  • AcquaSìUn risciacquo rapido con acqua tiepida e sapone, poi un’asciugatura, non la rovina.
  • SaleSìDurezza 6–7 sulla scala di Mohs: più dura del sale (2,5), sopporta un contatto breve; poi risciacquare.
  • SoleSìNessuno scolorimento noto alla luce del giorno.
  • CaloreDa evitareUno sbalzo brusco di temperatura può incrinarla: niente fonti di calore diretto.
  • Graffi e urtiResistenteDurezza 6–7 sulla scala di Mohs: resiste ai graffi di tutti i giorni, ma non agli urti secchi.

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Sfumature e fonti

La parola giada copre due minerali distinti, la giadeite e la nefrite. Kunz nota che i cinesi chiamano « penne di martin pescatore » (fei-ts’ui) la giada di un verde smeraldo. Le imitazioni sono numerose: serpentino, avventurina, vetro, quarzite tinta. Le corrispondenze con il chakra del cuore o i segni variano a seconda degli autori.

Giada: le tue domande

Giadeite o nefrite, quale è la vera giada?

Entrambe: sono due minerali distinti venduti con lo stesso nome, la giadeite, un pirosseno, e la nefrite, un anfibolo. Kunz li distingueva già, notando la nefrite più tenace e la giadeite più dura (7 contro 6,5). La giadeite viene soprattutto dalla Birmania e dal Giappone, la nefrite dalla Cina, dalla Nuova Zelanda e dal Canada.

Cos’è una giada « B » o « C »?

Sono giade modificate: la giada « B » è sbiancata poi impregnata di resina, la giada « C » è tinta. Non sono imitazioni, ma il procedimento deve essere dichiarato. Le vere imitazioni sono il serpentino, l’avventurina, il vetro o la quarzite tinta.

Si può lavare la giada con l’acqua?

Sì: l’acqua e il sale non rovinano una giada non trattata, e resiste bene ai graffi. Evita il calore vivo, soprattutto per una giada « B », la cui resina può risentirne. Un panno morbido, inumidito di acqua tiepida, basta per pulirla.

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