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Crisoprasio: significato e proprietà

Il crisoprasio è la pietra del rinnovamento nella cristalloterapia moderna: un verde fresco che si associa ai nuovi inizi e alla fortuna.

  • Rinnovamento
  • Fortuna
  • Nuovo inizio
L’essenziale

Crisoprasio in breve

Per te, un verde tenero da tenere sottomano, come promemoria che ricominciare comincia da una decisione.

Una domanda da farsi

Cosa vorresti ricominciare in modo diverso, ora che puoi sceglierlo?

Un punto di attenzione

Sole: il suo colore può sbiadire con la luce e il calore.

Colore
verde
Intenzioni attribuite
rinnovamento, fortuna
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Cosa evoca

La cristalloterapia moderna associa il crisoprasio al rinnovamento e alla fortuna: il suo colore di foglia giovane ne farebbe la pietra dei ricominciamenti, da scegliere alla soglia di un cambiamento.

I testi antichi parlano soprattutto del suo colore e del suo nome, che unisce l’oro al verde. Plinio lo preferisce a tutti i prasi. Nel IX secolo, Rabano Mauro vi legge un’immagine dell’opera dei martiri, e lo Steinbuch di Volmar, nel XIII, racconta che un condannato che se lo mettesse in bocca sfuggirebbe ai suoi carnefici. Nessuno di questi autori parla di rinnovamento: questa lettura è recente.

Oggi serve da supporto all’intenzione: una perla o un cabochon verde che si porta il giorno in cui si ricomincia qualcosa, per ricordarsi perché.

Le tradizioni

  1. Roma, I secolo

    Plinio colloca il crisoprasio tra le pietre verdi e lo preferisce a tutte le specie di prasio: ha il colore del succo di porro, con una sfumatura che va dal topazio all’oro, ed è abbastanza grosso da ricavarne coppe. Kunz osserva che gli antichi usano la parola « prasio » molto liberamente.

    Plinio il Vecchio, Naturalis historia, XXXVII, 34 (trad. Littré); Kunz (1913) per il commento su « prase »
  2. Germania, XIII secolo

    Secondo Volmar, un ladro condannato a essere impiccato o decapitato sfuggirebbe subito ai suoi carnefici mettendosi un crisoprasio in bocca. Kunz suppone che la pietra fosse ritenuta capace di rendere invisibili, come si diceva anche dell’opale. Egli stesso giudica poco chiaro questo racconto.

    Kunz 1913, capitolo « Chrysoprase » (racconto dello Steinbuch di Volmar)
  3. Magonza, IX secolo

    Rabano Mauro, arcivescovo di Magonza (786-856), dà un senso spirituale a ciascuna delle dodici pietre dell’Apocalisse. Nel crisoprasio, scrive, si mostrano l’opera dei santi martiri e la loro ricompensa. È un simbolo religioso, senza rapporto con il rinnovamento.

    Kunz 1913, capitolo sulle pietre dell’Apocalisse (Rabano Mauro)
  4. Cristalloterapia moderna

    Secondo i libri di cristalloterapia recenti, vi si vedrebbe la pietra del rinnovamento e della fortuna, anzitutto per il suo colore verde, quello delle foglie di primavera. Nessun testo antico sostiene queste associazioni.

    libri contemporanei di cristalloterapia; da verificare

Un gestoUn cabochon o un piccolo ciottolo verde infilato in tasca il giorno in cui inizi qualcosa, per ricordarti perché inizi.

Nessuna pietra ha un effetto dimostrato sulla salute: in caso di disturbi, rivolgiti a un professionista della salute.

La sua carta d’identità

Natura
Calcedonio verde colorato dal nichel
Famiglia
Minerale
Composizione
SiO2
Durezza (scala di Mohs)
6.5–7 su 10
Colori
verde
Imitazioni frequenti
calcedonio tinto di verde

Prendersene cura senza rovinarla

  • AcquaSìUn risciacquo rapido con acqua tiepida e sapone, poi un’asciugatura, non la rovina.
  • SaleSìDurezza 6,5–7 sulla scala di Mohs: più dura del sale (2,5), sopporta un contatto breve; poi risciacquare.
  • SoleDa evitareIl suo colore può sbiadire con la luce e il calore.
  • CaloreDa evitareUno sbalzo brusco di temperatura può incrinarla: niente fonti di calore diretto.
  • Graffi e urtiResistenteDurezza 6,5–7 sulla scala di Mohs: resiste ai graffi di tutti i giorni, ma non agli urti secchi.

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Sfumature e fonti

Non confonderlo con il prasio, varietà più scura, né con il calcedonio verde colorato al cromo, che il commercio vende talvolta con lo stesso nome. I libri moderni lo collegano al chakra del cuore e a questo o quel segno: queste corrispondenze differiscono da un libro all’altro, e nessun testo antico le fonda.

Crisoprasio: le tue domande

Come riconoscere un vero crisoprasio?

Un crisoprasio naturale è di un verde mela traslucido, la cui sfumatura varia da un pezzo all’altro. Un colore molto vivo, perfettamente regolare, deve far dubitare: si vende calcedonio tinto di verde, e altre pietre verdi vicine. L’occhio si inganna: solo un’analisi in laboratorio permetterebbe di concludere, e il venditore deve indicare la denominazione esatta.

Che differenza c’è tra crisoprasio e prasio?

Entrambi sono calcedoni verdi. Secondo Wikipedia, si chiamano prasio le varietà più scure, e crisoprasio il verde mela colorato dal nichel. Presso gli antichi la parola prasio è usata molto liberamente: Kunz stima che il « prasio » di Alessandro, nel racconto di Alberto Magno, potrebbe altrettanto bene essere uno smeraldo o della giada.

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