Turchese: significato e proprietà
La turchese è la pietra del viaggiatore nelle tradizioni: le si attribuiva di proteggere dalle cadute, soprattutto a cavallo.
- Protezione
- Parola
- Viaggio
Turchese in breve
Per te, un blu-verde da tenere con sé per ricordarti di avanzare con prudenza, e di dire ciò che hai da dire.
Quale tragitto o quale intervento in pubblico vuoi affrontare con più serenità?
Molto spesso imitata: chiedi sempre la denominazione esatta.
- Colore
- blu, verde
- Intenzioni attribuite
- protezione, comunicazione
- Pietra di nascita
- dicembre (elenco del 1912)
- Natura
- minerale
Cosa evoca
La cristalloterapia moderna associa la turchese alla protezione e alla comunicazione: la si porterebbe come anello o collana, come promemoria di sicurezza e di franchezza.
Secondo Kunz, questa idea risale lontano: fin dal XIII secolo si pretendeva che il proprietario di una turchese montata in oro non si facesse male cadendo, a cavallo o a piedi; nel XIV secolo la si attaccava alle briglie dei cavalli. Plinio, da parte sua, descrive senza dubbio una pietra vicina con il nome di callaïs.
Al giorno d’oggi serve da punto di riferimento: un gioiello da toccare prima di un tragitto o di un intervento in pubblico.
Le tradizioni
Roma, I secolo
Plinio descrive la callaïs, di un verde pallido, vicina al topazio per l’aspetto più che per il prezzo, che si abbatte a colpi di fionda su rocce ghiacciate, al di là dell’India e in Carmania. Le più belle hanno il colore dello smeraldo. Kunz la identifica con la turchese; questo accostamento resta discusso.
Plinio il Vecchio, Naturalis historia, XXXVII, 33 (trad. Littré)XIII secolo, Volmar
Kunz colloca nel XIII secolo, nello Steinbuch di Volmar, la più antica menzione della credenza secondo cui la turchese, montata in oro, risparmierebbe le membra di chi cade, a cavallo o a piedi. Vi vede forse l’eco di un amuleto da cavallo, ipotesi che dà come congettura.
Gutenberg 57978, Kunz 1913, cap. « Turquoise »XIV secolo, amuleto da cavallo
Kunz cita il Lapidario attribuito a John Mandeville, che dice la turchese capace di proteggere i cavalli accaldati che hanno bevuto acqua fredda. Nota che i turchi ne attaccavano alle briglie dei loro cavalli, e che si faceva lo stesso a Samarcanda e in Persia.
Gutenberg 57978, Kunz 1913, cap. « Turquoise », Lapidario di Mandeville
Nessuna pietra ha un effetto dimostrato sulla salute: in caso di disturbi, rivolgiti a un professionista della salute.
La sua carta d’identità
- Natura
- Turchese (fosfato di rame e alluminio)
- Famiglia
- Minerale
- Composizione
- CuAl6(PO4)4(OH)8·4H2O
- Durezza (scala di Mohs)
- 5–6 su 10
- Sistema cristallino
- triclinique
- Colori
- blu, verde
- Origini
- Iran (Neyshabur), Stati Uniti, Cina
- Trattamenti frequenti
- stabilizzazione con resina (molto comune); tintura
- Imitazioni frequenti
- howlite tinta; magnesite tinta; plastica
Prendersene cura senza rovinarla
- AcquaDa evitarePietra porosa: l’acqua vi si infiltra; un panno appena umido, mai in ammollo.
- SaleNoL’acqua salata la intacca o vi si deposita, e i granelli possono graffiarne la lucidatura.
- SoleSìNessuno scolorimento noto alla luce del giorno.
- CaloreNoIl calore la secca e ne cambia il colore.
- Graffi e urtiResistenteDurezza 5–6 sulla scala di Mohs: resiste ai graffi di tutti i giorni, ma non agli urti secchi.
Purificare e ricaricare senza rovinarla
Purificare una pietra: i metodi riportati
Ricaricare una pietra: luna, fiore della vita
Precauzioni
- Le imitazioni sono molto frequenti: chiedi il nome esatto (naturale, trattata, tinta, sintetica o imitazione).
Sfumature e fonti
Le liste delle pietre del mese di nascita la collocano a dicembre. Le corrispondenze moderne (gola, Sagittario, Pesci) variano a seconda dei libri. Il nome commerciale « turchese » copre pietre stabilizzate, tinte, e imitazioni; da cui la precauzione indicata da Versana.
- Handbook of Mineralogy, Mineral Data Publishing (2001-2005), scheda della specie · letto il 15 ottobre 2026
- George F. Kunz, The Curious Lore of Precious Stones, Lippincott, 1913 (pubblico dominio, Project Gutenberg n. 57978) · letto il 15 ottobre 2026
Turchese: le tue domande
Come riconoscere una vera turchese?
Le imitazioni sono molto frequenti: howlite tinta di blu, magnesite tinta, plastica, vetro. Una tinta troppo uniforme, venature dipinte o che stingono sul cotone imbevuto d’alcol devono far dubitare. Anche una vera turchese è spesso stabilizzata con resina. Chiedi sempre la denominazione esatta: naturale, trattata, tinta o ricostituita.
La turchese cambia colore?
Sì: è porosa, e il sudore, le creme, l’olio o il sole possono farla virare al verde o sbiadire. Kunz riporta a questo proposito la credenza che sbiadisse secondo lo stato o l’infedeltà di chi la porta, citando però la spiegazione più semplice: le secrezioni della pelle. Evita acqua, profumo e calore.
Si può pulire con acqua salata?
Meglio evitarla: il sale e l’acqua si infiltrano nella pietra porosa e la opacizzano, soprattutto se è stabilizzata con resina. Un panno morbido e asciutto basta. Versana dà il dettaglio della cura pietra per pietra, con la ragione mineralogica.
Pietre vicine
Labradorite
protezione, rinnovamentoAmazzonite
comunicazione, calmaCrisocolla
comunicazione, calmaMalachite
rinnovamento, protezione
Turchese nella rubrica
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