Nei fatti, l’esistenza di un percorso 3 tende ad abbondare di incontri e di occasioni per mostrarsi. Ci sono gli interventi in pubblico che non si sono chiesti, i progetti collettivi in cui ci si ritrova portavoce, le amicizie nate per caso durante un viaggio che aprono poi una porta professionale. In molti percorsi 3, le svolte sono nate da una conversazione piuttosto che da un piano accuratamente stabilito.
Questo cammino è raramente rettilineo. Capita che un percorso 3 cambi strada, cumuli due attività o porti avanti una passione accanto a un impiego. Visto dall’esterno, può somigliare a instabilità. Con il senno di poi, si delinea un filo: ogni tappa ha sviluppato una forma di espressione diversa, la parola, lo scritto, l’immagine, il gioco, l’insegnamento.
La vita propone anche al 3 una lezione ripetuta: scegliere. Le occasioni abbondano, e il rischio è di coglierle tutte senza approfondirne nessuna. I periodi più fecondi somigliano a quelli in cui un progetto è stato finalmente portato fino in fondo, poi mostrato.
Questo percorso riporta anche regolarmente alla questione dello sguardo degli altri. Finché si crea o si parla per piacere, ogni critica pesa molto. Il percorso 3 matura quando l’espressione diventa un bisogno personale invece di una ricerca di approvazione.
Precisiamo che un percorso di vita 3 non impone un mestiere artistico. Indica che, qualunque sia l’attività scelta, la vita non smetterà di chiederti di dire, di mostrare e di condividere ciò che porti con te.