Lapislazzuli: significato e proprietà
Il lapislazzuli è la pietra della parola giusta e della lucidità mentale nella cristalloterapia moderna: un blu notte punteggiato d’oro.
- Parola
- Chiarezza
- Profondità
Lapislazzuli in breve
Per te, un blu profondo da infilare nella giornata quando serve pesare le parole e mantenere la mente nitida prima di una scadenza.
Quale parola giusta vorresti trovare prima del tuo prossimo confronto importante?
Acqua: pietra porosa: l’acqua vi si infiltra; un panno appena umido, mai in ammollo.
- Colore
- blu
- Intenzioni attribuite
- comunicazione, concentrazione
- Pietra di nascita
- dicembre (elenco del 1912)
- Natura
- roccia
Cosa evoca
I libri recenti di cristalloterapia lo collegano all’espressione e all’attenzione sostenuta: lo si sceglierebbe prima di una conversazione importante, o per tenere un punto fisso sotto gli occhi quando l’attenzione si disperde.
Questa lettura si appoggia su una stima lunghissima. In Mesopotamia come in Egitto, secondo Kunz, il lapislazzuli era molto apprezzato, e lo si usava per amuleti e statuette. Il suo blu notte, punteggiato di puntini dorati di pirite, ha alimentato l’immagine di un cielo stellato.
Oggi lo si usa come punto di riferimento visivo: una tinta densa, vicina a quella della sera, che lascia il tempo di riflettere prima di rispondere.
Le tradizioni
Mesopotamia ed Egitto
Kunz rileva che a Babilonia come in Egitto il lapislazzuli era molto stimato: un inno al dio-luna Sin lo paragona alla pietra per dire il suo splendore, con il suo nome assiro uknu. In Egitto, il sommo sacerdote portava al collo un’immagine della Verità (Maat) scolpita in questo materiale.
Georges F. Kunz, Curious Lore of Precious Stones, Lippincott, 1913 (Gutenberg 57978)Roma, I secolo
Con il nome di zaffiro, Plinio descrive una pietra blu che « brilla di puntini dorati », le cui più belle vengono dalla Media, e di cui nessuna specie è trasparente. Kunz vi riconosce il lapislazzuli, e non lo zaffiro attuale, che è un corindone trasparente.
Plinio il Vecchio, Naturalis historia, XXXVII, 39 (trad. Littré); Kunz (1913) per l’identificazioneLista del 1912
La lista americana del 1912 ne fa la pietra sostitutiva di dicembre, accanto alla turchese. Kunz lo cita anche tra le pietre nazionali della Bolivia, del Cile e di Bukhara.
Kunz (1913), tabella delle pietre del mese di nascita nella sua versione americana del 1912
Nessuna pietra ha un effetto dimostrato sulla salute: in caso di disturbi, rivolgiti a un professionista della salute.
La sua carta d’identità
- Natura
- Roccia: lazurite blu, calcite bianca, pirite dorata
- Famiglia
- Roccia
- Composizione
- roccia (lazurite: Na6Ca2Al6Si6O24(SO4,S,Cl,OH)2)
- Durezza (scala di Mohs)
- 5–5.5 su 10
- Colori
- blu
- Origini
- Afghanistan (Sar-e-Sang, Badakhshan), Russia (lago Bajkal), Tagikistan (Pamir), Cile
- Trattamenti frequenti
- tintura; cera o resina
- Imitazioni frequenti
- sodalite; diaspro tinto («lapis svizzero»); imitazione Gilson
Prendersene cura senza rovinarla
- AcquaDa evitarePietra porosa: l’acqua vi si infiltra; un panno appena umido, mai in ammollo.
- SaleNoL’acqua salata la intacca o vi si deposita, e i granelli possono graffiarne la lucidatura.
- SoleSìNessuno scolorimento noto alla luce del giorno.
- CaloreDa evitareUno sbalzo brusco di temperatura può incrinarla: niente fonti di calore diretto.
- Graffi e urtiResistenteDurezza 5–5,5 sulla scala di Mohs: resiste ai graffi di tutti i giorni, ma non agli urti secchi.
Purificare e ricaricare senza rovinarla
Purificare una pietra: i metodi riportati
Ricaricare una pietra: luna, fiore della vita
Sfumature e fonti
Le liste moderne lo collegano al Sagittario o all’Acquario, e lo collocano al chakra della gola o del terzo occhio: queste corrispondenze risalgono al XX secolo. Lo « zaffiro » della Bibbia indicherebbe probabilmente, secondo Kunz, il lapislazzuli.
- Handbook of Mineralogy, Mineral Data Publishing (2001-2005), scheda della specie · letto il 15 ottobre 2026
- George F. Kunz, The Curious Lore of Precious Stones, Lippincott, 1913 (pubblico dominio, Project Gutenberg n. 57978) · letto il 15 ottobre 2026
- Plinio il Vecchio, Histoire naturelle, libro XXXVII, trad. francese di É. Littré (1848-1850, pubblico dominio) · letto il 15 ottobre 2026
Lapislazzuli: le tue domande
Come riconoscere un vero lapislazzuli?
Un vero lapislazzuli mescola blu profondo, zone bianche di calcite e pagliuzze dorate di pirite, che brillano come metallo. Un blu troppo uniforme, con puntini gialli perfettamente distribuiti, fa pensare all’imitazione di vetro detta Gilson. Il « lapislazzuli svizzero » è un diaspro tinto. Al minimo dubbio, chiedi al venditore il nome esatto della pietra.
Il lapislazzuli sopporta l’acqua?
Meglio evitarla: è una roccia porosa, che l’acqua e il sale possono opacizzare, soprattutto se è tinta o cerata. Un panno morbido e leggermente umido basta per asciugarlo, poi asciugalo subito. Toglilo prima della doccia, della piscina o del mare, e riponilo lontano dalle pietre più dure, che possono graffiarlo.
Lapislazzuli o sodalite: che differenza c’è?
Il lapislazzuli è una roccia di più minerali, tra cui la lazurite, con pagliuzze dorate di pirite. La sodalite è un solo minerale, più blu-violaceo, venato di bianco e senza pirite. È un po’ più dura, e talvolta la si vende per lapislazzuli: è una delle sue imitazioni più comuni.
Pietre vicine
Sodalite
comunicazione, concentrazioneAzzurrite-malachite
concentrazione, rinnovamentoAzzurrite
concentrazioneAmazzonite
comunicazione, calma
Lapislazzuli nella rubrica
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