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Destinazione nella matrice del destino

Le destinazioni disegnano tre tappe di vita: trovare te stesso, trovare il tuo posto tra gli altri, poi dare un senso all’insieme.

L’essenziale

Destinazione in breve

Quando
tre tappe: 20-40 anni, 40-60 anni, dopo i 60 anni
Punti
7
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Cosa indica: Destinazione

La rubrica riunisce sette punti.

La destinazione personale, dai venti ai quarant’anni, accorda il cielo, le tue aspirazioni, e la terra, la tua vita concreta. La destinazione sociale, dai quaranta ai sessant’anni, accorda il lato maschile e il lato femminile, ciò che gli uomini e le donne della tua vita ti insegnano. La destinazione spirituale, dopo i sessant’anni, riunisce le due precedenti e dice ciò che dà senso al percorso.

Quando

tre tappe: 20-40 anni, 40-60 anni, dopo i 60 anni

I punti

Asse del cielo: Le tue aspirazioni, ciò verso cui tendi.

Asse della terra: La tua vita concreta, ciò che ti radica.

Destinazione personale: Dai 20 ai 40 anni: mettere d’accordo le tue aspirazioni e la tua vita concreta.

Lato maschile: Ciò che ti insegnano gli uomini della tua vita.

Lato femminile: Ciò che ti insegnano le donne della tua vita.

Destinazione sociale: Dai 40 ai 60 anni: trovare il tuo posto tra gli altri.

Destinazione spirituale: Dopo i 60: ciò che dà senso all’insieme.

Il calcolo passo dopo passo

Il cielo somma il talento e la lezione di vita; la terra, il ritratto e la materia.

Con la data immaginaria del 14 marzo 1987, il cielo vale 3 e 6, cioè 9; la terra 14 e 7, cioè 21. La destinazione personale riunisce questi due numeri, 30, ridotto a 3. Il lato maschile somma i due angoli paterni del quadrato delle linee ancestrali, 17 e 13; il lato femminile, i due angoli materni, 10 e 20. Ciascuno dà 30, quindi 3, e la destinazione sociale vale 3 più 3, cioè 6. La spirituale somma la personale e la sociale: 3 e 6 fanno 9.

Una lettura simbolica della matrice del destino: una pista di riflessione su di te, mai un verdetto né un fatto accertato.

Domande frequenti: destinazione

La destinazione è un destino fissato?

No. La parola indica una direzione, non un arrivo obbligato. Ogni destinazione descrive un apprendimento proposto in una tappa della vita, che si può accogliere, rimandare o vivere a modo proprio. Due persone con la stessa energia seguiranno strade molto diverse; ciò che condividono è il senso generale del cammino, non le sue tappe concrete.

Perché tre destinazioni?

Perché le priorità cambiano con l’età. Prima dei quarant’anni si cerca soprattutto di costruirsi e di accordare i propri sogni con la realtà. Poi arriva la questione del proprio posto in un gruppo, in una professione, in una comunità. Più avanti, il bisogno di senso prende il sopravvento. Le tre destinazioni seguono questo movimento naturale della vita adulta.

Che legame c’è tra destinazione e missione di vita?

Molti lettori e molte lettrici cercano nella destinazione quella che si chiama missione di vita. L’accostamento si capisce: entrambe parlano di direzione e di senso. La destinazione resta però più modesta, suddivisa in tappe e attenta al concreto. Propone una rotta per ogni periodo, senza pretendere di rivelare un compito unico assegnato in anticipo.