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Tavola del pendolo con l’alfabeto: le 26 lettere

La tavola dell’alfabeto serve a comporre una parola chiave lettera dopo lettera, lasciando che il pendolo indichi ogni lettera a tua scelta.

  • comporre
  • parola chiave
  • lentezza

Su schermo o da stampare

ABCDEFGHIJKLMNOPQRSTUVWXYZ

Tocca il settore indicato dal pendolo.

Per te Per te, l’alfabeto diventa un modo per dare una parola a un’impressione ancora vaga, lettera dopo lettera, senza cercare di indovinare il nome di qualcuno.

Come usarla

  1. Poni una domanda rivolta a te, per esempio «Quale parola riassume ciò che sento?», poi lascia che il pendolo si calmi al centro.

  2. Annota la lettera che il pendolo indica più nettamente, poi torna al punto di partenza prima di cercare la lettera successiva.

  3. Fermati quando la parola ha senso per te. Se non si forma nulla dopo sei lettere, riformula la domanda in modo più semplice.

Esempi di domande

  • Quale parola descrive ciò di cui ho bisogno in questo momento?
  • Quale qualità ho voglia di coltivare questa settimana?
  • Quale parola tenere a mente prima di iniziare questa giornata?

Comporre senza precipitarsi

Una lettera alla volta, con una pausa tra l’una e l’altra. Torna al punto di partenza, aspetta che il peso si immobilizzi, poi riparti. Questa lentezza è già una parte dell’esercizio: ti dà il tempo di notare ciò che speri di veder comparire. Se indovini la parola prima della fine, è normale e anzi istruttivo: annotala così com’è.

Leggere una sequenza di lettere

Una sequenza di lettere non forma sempre una parola intera. Può evocare l’inizio di una parola, un’iniziale o un’associazione libera. Scrivi la sequenza su un foglio prima di interpretarla, poi chiediti che cosa ti ricorda. Il senso viene dalla tua lettura, non dal pendolo: mantieni questa distanza, ti protegge da conclusioni troppo rapide.

Ciò che la tavola non fa

L’alfabeto non serve a ritrovare il nome di una persona, né a identificare qualcuno. Nessuna prova in doppio cieco ha stabilito che il pendolo porti un’informazione venuta dall’esterno. La tavola ti aiuta piuttosto a nominare una parola già presente in te. Un tema di bilancio, di legge o di corpo spetta a uno specialista.

I test alla cieca non hanno mostrato risultati migliori del caso: il movimento deriverebbe da piccoli gesti involontari della mano. Non fare mai al pendolo una domanda di salute, di denaro o di diritto: rivolgiti a un professionista.

Tavola dell’alfabeto: le tue domande

Quante lettere bisogna comporre al massimo?

Non esiste una regola fissa. Molte persone si fermano tra quattro e sette lettere, quando si delinea una parola. Oltre, la stanchezza e l’aspettativa prendono il sopravvento sul movimento. Meglio una seduta breve, poi una pausa, che una lunga serie di lettere che non porta da nessuna parte.

Si può usare l’alfabeto per una domanda sì o no?

Non è la soluzione più semplice: la tavola sì o no è fatta per questo, con un settore «riformula». L’alfabeto si adatta meglio alle domande aperte che richiedono una parola: una qualità, un desiderio, un tema. Scegli la tavola in base alla forma della tua domanda.

Per approfondire

La radiestesia, tavole e guide

Una domanda con le tue parole

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