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Zaffiro: significato e proprietà

Lo zaffiro è la pietra del cielo nelle tradizioni: un blu profondo associato all’attenzione sostenuta e alla protezione.

  • Cielo
  • Concentrazione
  • Protezione
L’essenziale

Zaffiro in breve

Per te, un blu profondo da fissare con lo sguardo per ricordarsi di tornare all’essenziale quando la mente si disperde.

Una domanda da farsi

Quale compito merita tutta la tua attenzione prima della fine della giornata?

Un punto di attenzione

Uno sbalzo brusco di temperatura può incrinarla: niente fonti di calore diretto.

Colore
blu
Intenzioni attribuite
concentrazione, protezione
Natura
minerale
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Cosa evoca

La cristalloterapia moderna collega lo zaffiro all’attenzione sostenuta, e una tradizione più antica alla protezione: il suo blu profondo evoca il cielo notturno, la profondità, la mente che si posa.

Questa lettura viene da una lunga tradizione regale e religiosa. Kunz riporta che il lapidario Damigeron vi vedeva la gemma dei re, portata al collo come un baluardo, e che il vescovo di Rennes, nel XII secolo, lo paragonava al cielo puro, nel momento in cui diventava la pietra degli anelli ecclesiastici. Attenzione però: lo « zaffiro » dei testi antichi, quello di Plinio come quello della Bibbia, sarebbe piuttosto il lapislazzuli.

Oggi lo si sceglie come punto fisso: un blu da guardare per tornare al proprio compito.

Le tradizioni

  1. Roma, I secolo

    Plinio descrive uno zaffiro blu, raramente purpureo, che brilla di puntini dorati. Nessuna specie è trasparente, e la pietra si presta male all’incisione a causa di durezze cristalline; i più belli vengono dalla Media. Questa descrizione fa pensare al lapislazzuli più che al nostro zaffiro: non si trasportano i suoi nomi senza riserva.

    Plinio, Naturalis historia, XXXVII, 39 (Littré)
  2. Lapidari antichi e XII secolo

    Kunz cita Damigeron: i re portavano lo zaffiro al collo come un baluardo; allontanerebbe l’invidia e attirerebbe il favore divino. Nel XII secolo, il vescovo di Rennes lo paragona al cielo puro e ne fa l’ornamento degli anelli ecclesiastici. Kunz precisa che lo « zaffiro » delle tavole della Legge sarebbe piuttosto lapislazzuli.

    Kunz, 1913, voce « Sapphire » del Curious Lore
  3. Cristalloterapia moderna

    Secondo i libri di cristalloterapia contemporanei, sarebbe la pietra dell’attenzione sostenuta e della saggezza. L’idea di protezione riprende invece soprattutto la tradizione regale riportata da Kunz; queste letture recenti poggiano sul suo colore.

    uso corrente, guide recenti concordanti

Un gestoCome anello o ciondolo, oppure posato sulla scrivania, per tenere in vista un punto blu fisso non appena la mente si disperde.

Nessuna pietra ha un effetto dimostrato sulla salute: in caso di disturbi, rivolgiti a un professionista della salute.

La sua carta d’identità

Natura
Corindone (azzurro, ma anche rosa, giallo, incolore)
Famiglia
Minerale
Composizione
Al2O3
Durezza (scala di Mohs)
9 su 10
Sistema cristallino
trigonal
Colori
blu
Trattamenti frequenti
riscaldamento (molto comune); diffusione
Imitazioni frequenti
zaffiro sintetico; vetro; spinello sintetico

Prendersene cura senza rovinarla

  • AcquaSìUn risciacquo rapido con acqua tiepida e sapone, poi un’asciugatura, non la rovina.
  • SaleSìDurezza 9 sulla scala di Mohs: più dura del sale (2,5), sopporta un contatto breve; poi risciacquare.
  • SoleSìNessuno scolorimento noto alla luce del giorno.
  • CaloreDa evitareUno sbalzo brusco di temperatura può incrinarla: niente fonti di calore diretto.
  • Graffi e urtiResistenteDurezza 9 sulla scala di Mohs: resiste ai graffi di tutti i giorni, ma non agli urti secchi.

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Sfumature e fonti

Lo zaffiro non è sempre blu: lo stesso minerale esiste in rosa, in giallo o incolore, e il corindone rosso porta il nome di rubino. Le liste moderne lo collegano al chakra della gola o al terzo occhio a seconda dei libri, senza fonte antica comune. Il suo posto di pietra di settembre è una convenzione del 1912.

Zaffiro: le tue domande

Zaffiro e lapislazzuli sono la stessa pietra?

No: lo zaffiro è un corindone, molto duro; il lapislazzuli è un’altra pietra, molto meno dura. Ma i testi antichi chiamano « zaffiro » una pietra blu a puntini dorati che fa pensare al lapislazzuli, e Kunz suppone la stessa sostituzione per la Bibbia. Leggere un testo antico richiede quindi di non trasporre i nomi.

Uno zaffiro riscaldato è uno zaffiro falso?

No: il riscaldamento è un procedimento molto comune, e la pietra resta un vero zaffiro, a condizione che sia dichiarato. Esiste anche la diffusione. Le imitazioni sono lo zaffiro sintetico, lo spinello sintetico e il vetro. Al minimo dubbio, un laboratorio gemmologico può stabilirlo.

Come prendersi cura di uno zaffiro?

A 9 sulla scala di Mohs, resiste benissimo ai graffi, all’acqua e alla luce. Evita solo il calore vivo, soprattutto se la pietra è trattata. Un panno morbido e un po’ d’acqua tiepida saponata bastano per pulirlo.

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