Serpentino: significato e proprietà
Il serpentino è una pietra verde che le tradizioni dicono protettiva: gli si è attribuito, dai Romani ai contadini italiani, un ruolo contro i serpenti.
- Rinnovamento
- Protezione
- Muta
Serpentino in breve
Per te, una pietra verde e macchiettata da tenere nel cavo della mano, per ricordarti che una pelle può rinnovarsi.
Di quale abitudine, o di quale « pelle », vorresti staccarti per ripartire?
Può contenere fibre di amianto: non levigarla, non segarla, non respirarne la polvere.
- Colore
- verde
- Intenzioni attribuite
- protezione, rinnovamento
Cosa evoca
La cristalloterapia moderna associa il serpentino al rinnovamento e alla protezione. Il suo nome viene dalle sue venature e macchie, paragonate alla pelle di un serpente: l’immagine della muta, della pelle che si lascia per ripartire, alimenta la lettura attuale.
L’associazione alla protezione è più antica e precisa: Plinio riporta per l’ofite, un marmo macchiettato, amuleti contro i serpenti, e Kunz rileva la stessa credenza presso contadini italiani. Questi testi parlano di un uso popolare, non di un effetto dimostrato.
Serve da punto di riferimento: una pietra burattata e levigata, infilata in tasca a ricordo di una nuova partenza. Versana sconsiglia di levigarla o segarla.
Le tradizioni
Roma, I secolo
Plinio descrive l’ofite, marmo le cui macchie somigliano a quelle dei serpenti, da cui il nome, e ne cita solo colonne molto piccole. Riferisce che le sue due varietà, portate come amuleto, passano per allontanare i morsi dei serpenti. L’identificazione dell’ofite con un serpentino resta da confermare.
Plinio il Vecchio, Naturalis historia, XXXVI, 11 (trad. Littré)Italia, prima del 1913
Kunz riferisce che i contadini italiani del suo tempo credono che ciottoli di serpentino verde li proteggano dai morsi di animali velenosi. Il nome verrebbe dalla somiglianza con una pelle di serpente. La pietra doveva, dice, restare allo stato naturale, senza essere tagliata dalla mano dell’uomo.
Kunz 1913, « Serpentine »Cristalloterapia moderna
Nella cristalloterapia attuale, lo si collega, a seconda degli autori, al rinnovamento e a una protezione dolce. Questa lettura prolunga l’immagine del serpente che muta, e non risale ad alcun testo antico preciso.
cristalloterapia contemporanea; da incrociare
Nessuna pietra ha un effetto dimostrato sulla salute: in caso di disturbi, rivolgiti a un professionista della salute.
La sua carta d’identità
- Natura
- Roccia verde del gruppo dei serpentini (antigorite, lizardite)
- Famiglia
- Roccia
- Composizione
- (Mg,Fe)3Si2O5(OH)4
- Durezza (scala di Mohs)
- 2.5–3.5 su 10
- Colori
- verde
- Imitazioni frequenti
- venduto con nomi di giada («giada di Stiria», «giada di Suzhou», «nuova giada»)
Prendersene cura senza rovinarla
- AcquaSìUn risciacquo rapido con acqua tiepida e sapone, poi un’asciugatura, non la rovina.
- SaleNoDurezza 2,5–3,5 sulla scala di Mohs: i granelli di sale possono graffiarla.
- SoleSìNessuno scolorimento noto alla luce del giorno.
- CaloreDa evitareUno sbalzo brusco di temperatura può incrinarla: niente fonti di calore diretto.
- Graffi e urtiFragileDurezza 2,5–3,5 sulla scala di Mohs: si graffia e si scheggia facilmente; da riporre a parte.
Purificare e ricaricare senza rovinarla
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Precauzioni
- Versana sconsiglia di levigarla, segarla o graffiarla, e di respirarne la polvere: può contenere fibre di amianto, invisibili a occhio nudo. Levigata e intatta, si può maneggiare normalmente.
- Mai in una bevanda né nell’acqua da bere («elisir»): può rilasciare metalli (rame, piombo) o fibre minerali.
Sfumature e fonti
Il serpentino è un gruppo di minerali, non una specie unica: vi si trovano in particolare l’antigorite, la lizardite e il crisotilo. È venduto con nomi di giada (« giada nuova », « giada di Stiria », « giada di Suzhou ») che prestano a confusione: non è giada, e un serpentino opaco è a volte tinto per imitarla.
- Handbook of Mineralogy, Mineral Data Publishing (2001-2005), scheda della specie · letto il 15 ottobre 2026
- ANSES (agenzia francese per la sicurezza sanitaria dell’alimentazione, dell’ambiente e del lavoro), parere del 25 giugno 2014, richiesta 2012-SA-0199, «Évaluation de la toxicité de l’antigorite» (valutazione della tossicità dell’antigorite) · letto il 15 ottobre 2026
Serpentino: le tue domande
Il serpentino contiene amianto?
Può contenerne. Secondo l’ANSES (agenzia francese di sicurezza sanitaria, parere del 25 giugno 2014), il crisotilo, una delle sei fibre classificate come amianto, è un serpentino, e accompagna quasi sempre le venature di antigorite studiate in Nuova Caledonia. Nulla permette di vedere queste fibre a occhio. Non levigarlo, non segarlo, non respirarne mai la polvere e non portarlo alla bocca.
Il serpentino è giada?
No. La giada è giadeite o nefrite, un’altra famiglia di pietre. Il serpentino, la cui durezza è da 2,5 a 3,5, è spesso venduto con nomi di giada come « giada nuova » o « giada di Stiria ». Se il prezzo è basso per una giada, diffida: chiedi la denominazione mineralogica esatta.
Si può pulire il serpentino con l’acqua?
Sì: asciugalo con un panno umido, senza sale. Evita di strofinarlo o raschiarlo a secco, perché libera polvere, e lavati le mani dopo averlo maneggiato. Poiché è tenero, riponilo separato dalle pietre dure perché non si graffi.
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