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Rubino: significato e proprietà

Il rubino è la pietra del fuoco nelle tradizioni: un rosso ardente, associato alla tenerezza e alla sicurezza.

  • Fuoco
  • Amore
  • Fiducia
L’essenziale

Rubino in breve

Per te, una brace rossa, messa in vista, che può ricordare ciò che ti anima e che hai il diritto di mostrare.

Una domanda da farsi

Quale voglia viva lasci troppo spesso da parte?

Un punto di attenzione

Uno sbalzo brusco di temperatura può incrinarla: niente fonti di calore diretto.

Colore
rosso
Intenzioni attribuite
amore, fiducia
Pietra di nascita
luglio (elenco del 1912)
Natura
minerale
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Cosa evoca

La cristalloterapia moderna collega il rubino alla tenerezza e alla sicurezza: il suo rosso profondo evoca il cuore, la fiamma, lo slancio che si desidera mantenere vivo.

Questa lettura prolunga antiche immagini. Kunz riporta che, per i lapidari antichi, un fuoco inestinguibile ardeva nella pietra e si sarebbe visto attraverso un tessuto, e che il sanscrito la chiama « re delle pietre preziose ». Nel XIV secolo, il trattato attribuito a Mandeville le attribuiva la pace con tutti per chi la portava, soprattutto dal lato sinistro.

Oggi la si sceglie come supporto: un rosso da portare o da posare in vista per ricordarsi una voglia di osare.

Le tradizioni

  1. India, tradizione sanscrita

    Kunz rileva che il sanscrito designa il rubino con nomi che dicono il suo valore: ratnaraj, « re delle pietre preziose », e ratnanāyaka, « capo delle pietre preziose ». I lapidari indù lo ripartivano in quattro caste, come i diamanti: il vero rubino orientale era un brahmano, lo spinello apparteneva a una casta inferiore.

    Kunz, 1913, voce « Ruby » del Curious Lore
  2. Medioevo

    Kunz cita il Lapidario di Filippo di Valois, che chiama il rubino « signore delle pietre ». Il trattato attribuito a Mandeville, nel XIV secolo, gli attribuisce di far vivere in pace con tutti chi lo porta, soprattutto montato in anello, braccialetto o spilla sul lato sinistro. Una credenza più antica voleva che il suo fuoco trasparisse attraverso un tessuto.

    Kunz, voce « Ruby » (Lapidario di Filippo di Valois; trattato attribuito a Mandeville), 1913
  3. Roma, I secolo

    Plinio colloca il carbonchio al primo posto tra le pietre di fuoco: prende il nome dalla sua somiglianza con il fuoco e non sentirebbe la fiamma. Distingue pietre « maschi », di lustro più vivo, e « femmine ». Il rubino moderno è solo una possibile identificazione del carbonchio: la corrispondenza va presa con riserva.

    Plinio il Vecchio, Naturalis historia, XXXVII, 25 (trad. Littré)

Un gestoCome anello o ciondolo, oppure posato in vista su una scrivania, per ricordarsi una voglia da non lasciar spegnere.

Nessuna pietra ha un effetto dimostrato sulla salute: in caso di disturbi, rivolgiti a un professionista della salute.

La sua carta d’identità

Natura
Corindone rosso (cromo)
Famiglia
Minerale
Composizione
Al2O3
Durezza (scala di Mohs)
9 su 10
Sistema cristallino
trigonal
Colori
rosso
Trattamenti frequenti
riscaldamento (molto comune); riempimento con vetro
Imitazioni frequenti
rubino sintetico (dal 1902); granato; vetro

Prendersene cura senza rovinarla

  • AcquaSìUn risciacquo rapido con acqua tiepida e sapone, poi un’asciugatura, non la rovina.
  • SaleSìDurezza 9 sulla scala di Mohs: più dura del sale (2,5), sopporta un contatto breve; poi risciacquare.
  • SoleSìNessuno scolorimento noto alla luce del giorno.
  • CaloreDa evitareUno sbalzo brusco di temperatura può incrinarla: niente fonti di calore diretto.
  • Graffi e urtiResistenteDurezza 9 sulla scala di Mohs: resiste ai graffi di tutti i giorni, ma non agli urti secchi.

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Sfumature e fonti

I libri moderni lo collegano al chakra della radice o a quello del cuore, e a segni variabili: letture senza fonte antica, che divergono da un libro all’altro. Lo spinello e il granato rossi sono stati spesso scambiati per lui, come riflette la gerarchia indù citata da Kunz.

Rubino: le tue domande

Come riconoscere un vero rubino?

Un rubino molto nitido, di un rosso senza difetti, deve far dubitare: la sintesi esiste dal 1902, e il riscaldamento come il riempimento con vetro sono procedimenti diffusi. Anche il granato e il vetro rosso sono venduti per lui. Chiedi la menzione del procedimento e, per un pezzo di valore, un certificato di laboratorio.

Il rubino è molto duro?

Sì: a 9 sulla scala di Mohs, è superato solo dal diamante, e resiste bene ai graffi quotidiani. Evita tuttavia il calore vivo, tanto più se la pietra è stata riempita di vetro nelle fessure. Un panno morbido, inumidito di acqua tiepida, basta per pulirlo.

Che differenza c’è tra rubino e zaffiro?

Nessuna di composizione: entrambi sono corindone. Si parla di rubino quando è rosso, colorato dal cromo, e di zaffiro per gli altri colori, il blu in testa. Nella cristalloterapia moderna, però, si associa l’uno alla tenerezza e alla sicurezza, l’altro all’attenzione sostenuta e alla protezione.

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