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Ametista: significato e proprietà

L’ametista è la pietra della misura nelle tradizioni: il suo nome greco significa « non ebbro ».

  • Misura
  • Calma
  • Chiarezza
L’essenziale

Ametista in breve

Per te, una pietra viola che si porta per ricordarsi di restare lucidi e di scegliere la calma invece dell’eccesso.

Una domanda da farsi

In quale situazione vorresti restare più lucido?

Un punto di attenzione

Calore: il calore ne cambia il colore: è così che si fabbrica la maggior parte dei citrini.

Colore
viola
Intenzioni attribuite
calma, concentrazione
Natura
minerale
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Cosa evoca

Nella cristalloterapia moderna, l’ametista è associata alla calma e alla chiarezza mentale: la si sceglierebbe per un momento in cui si vuole rallentare, rimettere in ordine le idee e ritrovare la misura.

Questa lettura ha una lunga storia. Il suo nome greco, amethystos, significa « non ebbro », e l’Antichità le attribuiva il potere di scongiurare l’ebbrezza; Plinio riportava già questa credenza, per giudicarla falsa. Nel XV secolo, secondo gli autori citati da Kunz, le si attribuiva ancora il dono di scacciare i cattivi pensieri e di acuire l’intelligenza.

Oggi la si porta soprattutto come promemoria: un colore profondo sotto gli occhi per ricordarsi di fare una pausa prima di rispondere.

Le tradizioni

  1. Roma, I secolo

    Plinio descrive cinque tipi di ametiste, dall’India alla Galazia, e spiega il loro nome con un bagliore che si ferma appena prima del colore del vino. Riporta che i magi la dicono capace di impedire l’ebbrezza e di allontanare la grandine, poi giudica che simili racconti siano stati scritti per disprezzo del genere umano.

    Plinio il Vecchio, Naturalis historia, XXXVII, 40 (trad. Littré)
  2. Bibbia e tradizione ebraica

    L’ametista è la nona pietra del pettorale del sommo sacerdote, con il nome ebraico di aḥlamah. Kunz collega questo nome alla parola ebraica per il sogno: la pietra sarebbe stata ritenuta una fonte di sogni e di visioni, mentre il suo nome greco la collegava alla sobrietà.

    Esodo 28; G. F. Kunz, The Curious Lore of Precious Stones (1913)
  3. Lista del 1912

    I gioiellieri americani riuniti a Kansas City nel 1912 ne fanno la pietra del mese di febbraio, senza pietra sostitutiva. Kunz osserva che febbraio aveva già l’ametista nelle otto liste antiche che confronta, da quella ebraica a quella di Isidoro di Siviglia.

    G. F. Kunz (1913), lista adottata a Kansas City nell’agosto 1912

Un gestoLa si porta come ciondolo o la si posa su una scrivania, come promemoria discreto dell’intenzione di mantenere la misura.

Nessuna pietra ha un effetto dimostrato sulla salute: in caso di disturbi, rivolgiti a un professionista della salute.

La sua carta d’identità

Natura
Quarzo, varietà viola
Famiglia
Minerale
Composizione
SiO2
Durezza (scala di Mohs)
7 su 10
Sistema cristallino
trigonal
Colori
viola
Origini
Brasile, Uruguay (Artigas)
Trattamenti frequenti
riscaldamento: l’ametista riscaldata diventa gialla e si vende come citrino
Imitazioni frequenti
vetro colorato; quarzo sintetico

Prendersene cura senza rovinarla

  • AcquaSìUn risciacquo rapido con acqua tiepida e sapone, poi un’asciugatura, non la rovina.
  • SaleSìDurezza 7 sulla scala di Mohs: più dura del sale (2,5), sopporta un contatto breve; poi risciacquare.
  • SoleDa evitareIl suo colore viola può sbiadire con una luce forte e prolungata.
  • CaloreNoIl calore ne cambia il colore: è così che si fabbrica la maggior parte dei citrini.
  • Graffi e urtiResistenteDurezza 7 sulla scala di Mohs: resiste ai graffi di tutti i giorni, ma non agli urti secchi.

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Sfumature e fonti

Le liste moderne la collegano a segni diversi a seconda degli autori, e Kunz citava già l’Acquario nel 1913. Le corrispondenze con i chakra, che la collocano sulla sommità del capo, sono comparse nel XX secolo, senza una fonte antica comune.

Ametista: le tue domande

L’ametista perde il colore al sole?

Può sbiadire se esposta a lungo a una luce forte: meglio tenerla all’ombra quando non la porti. Il calore, invece, cambia nettamente il suo colore, al punto che la maggior parte dei citrini in vendita sono ametiste riscaldate. Evita quindi il davanzale in piena estate così come la « ricarica » al sole.

Come riconoscere una vera ametista?

Un’ametista naturale mostra spesso zone di colore irregolari, più scure verso le punte del cristallo. Il vetro colorato ha un viola troppo uniforme e talvolta contiene piccole bolle rotonde. Esiste anche l’ametista sintetica, che somiglia molto a quella naturale: solo un laboratorio gemmologico può stabilirlo. Chiedi al venditore la denominazione esatta.

Che differenza c’è tra ametista e citrino?

Sono due varietà dello stesso minerale, il quarzo: viola l’una, gialla l’altra. Il GIA ricorda che il citrino naturale è raro e che la maggior parte dei citrini in commercio sono ametiste riscaldate. Esistono perfino cristalli bicolori, gli ametrini, che si trovano in Bolivia.

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