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Perla: significato e proprietà

La perla è l’emblema della purezza nelle tradizioni: nata da un mollusco, fu a lungo considerata la regina dei gioielli.

  • Purezza
  • Pazienza
  • Lucentezza
L’essenziale

Perla in breve

Per te, una rotondità chiara da portare per ricordarti la pazienza: ciò che è prezioso si forma lentamente, strato dopo strato.

Una domanda da farsi

Cosa richiede pazienza nella tua vita in questo momento?

Un punto di attenzione

Acqua: gli acidi, anche l’aceto, sciolgono il suo carbonato di calcio: un panno morbido appena umido, mai in ammollo.

Colore
bianco, rosa
Intenzioni attribuite
calma, amore
Pietra di nascita
giugno (elenco del 1912)
Natura
materia organica
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Cosa evoca

Nelle tradizioni, la perla evoca la purezza e la modestia: Kunz la chiama nel 1913 la « gemma-regina », di fronte al diamante, « gemma-re », e la cristalloterapia moderna la associa alla calma e all’amore.

La sua fortuna viene innanzitutto dalla rarità. Plinio la pone al vertice di tutti i gioielli, e la credenza antica la voleva concepita da una conchiglia che si apre alla rugiada del cielo. Non è un minerale: la forma un mollusco, strato dopo strato, attorno a un granello.

La si tiene come segno di pazienza, sapendo che teme acqua, acidi e urti.

Le tradizioni

  1. Roma, I secolo

    Plinio pone le perle al culmine di tutti i gioielli e le dice provenienti soprattutto dall’oceano Indiano e dal golfo Persico. Riferisce l’opinione secondo cui la conchiglia, in stagione, si apre per concepire una rugiada del cielo la cui purezza decide il candore della perla. Nota che non se ne trovano mai due simili, da cui il nome romano di unio, « unica ».

    Plinio il Vecchio, Naturalis historia, IX, 54 e 56 (trad. Littré)
  2. Roma, I secolo

    Plinio racconta la scommessa di Cleopatra contro Antonio: avrebbe fatto servire un vaso di aceto, vi avrebbe gettato una delle sue due perle, le più grosse mai viste, e l’avrebbe inghiottita una volta sciolta. Il racconto sa di favola, ma ricorda un fatto reale: l’aceto attacca la perla.

    Plinio il Vecchio, Naturalis historia, IX, 58 (trad. Littré)
  3. 1913, il re e la regina

    Kunz contrappone il diamante, « gemma-re », emblema di invincibilità, alla perla, « gemma-regina », emblema di modestia e di purezza. Discutendo gli elenchi di nascita, scrive tuttavia che la perla non è una pietra in nessun senso della parola e non dovrebbe figurarvi, ma che si può portare come emblema di purezza.

    Gutenberg 57978, Kunz 1913, cap. « Diamond » e passaggio sulle pietre di nascita

Un gestoInfilala per ultima, dopo profumo e creme, come pendente o in piccoli orecchini, poi asciugala con un panno morbido.

Nessuna pietra ha un effetto dimostrato sulla salute: in caso di disturbi, rivolgiti a un professionista della salute.

La sua carta d’identità

Natura
Materia organica formata da un mollusco (non è un minerale): carbonato di calcio e conchiolina
Famiglia
Materia organica
Composizione
CaCO3 (aragonite) e conchiolina
Durezza (scala di Mohs)
2.5–4.5 su 10
Colori
bianco, rosa
Origini
Cina (perle d’acqua dolce), Indonesia e Australia (mari del Sud), Giappone (Akoya)
Trattamenti frequenti
perla coltivata (nucleo o innesto); sbiancamento o tintura
Imitazioni frequenti
vetro rivestito di «essenza d’Oriente»; madreperla o conchiglia lavorate; plastica

Prendersene cura senza rovinarla

  • AcquaDa evitareGli acidi, anche l’aceto, sciolgono il suo carbonato di calcio: un panno morbido appena umido, mai in ammollo.
  • SaleNoL’acqua salata la intacca o vi si deposita, e i granelli possono graffiarne la lucidatura.
  • SoleSìNessuno scolorimento noto alla luce del giorno.
  • CaloreDa evitareUno sbalzo brusco di temperatura può incrinarla: niente fonti di calore diretto.
  • Graffi e urtiFragileDurezza 2,5–4,5 sulla scala di Mohs: si graffia e si scheggia facilmente; da riporre a parte.

Purificare e ricaricare senza rovinarla
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Sfumature e fonti

La perla coltivata è una vera perla: un nucleo o un innesto viene inserito nel mollusco, che forma poi la madreperla. Il commercio vende anche vetro rivestito di « essenza d’Oriente », plastica e pezzi di madreperla o di conchiglia lavorati, che non sono perle. I gioiellieri del 1912 la danno per giugno, con la pietra di luna come possibile sostituta.

Perla: le tue domande

Come riconoscere una perla falsa?

Un test comune consiste nello strofinare delicatamente la perla contro il bordo di un dente: una vera perla è leggermente granulosa, un’imitazione in vetro rivestito è liscia. Su un filo, ogni perla differisce un poco dalle altre. Questi trucchi non sostituiscono il parere di un laboratorio: una perla coltivata ben fatta somiglia molto a una perla naturale, e la denominazione esatta conta all’acquisto.

Si può pulire una perla con l’acqua?

Il sito raccomanda di evitare l’acqua: asciugala con un panno morbido, appena umido, dopo averla portata, senza sapone forte. Aceto, profumi, lacche e sudore opacizzano la madreperla, come ricorda il racconto di Plinio su Cleopatra. Riponila in piano in un tessuto, separata da ogni pietra più dura, che la graffierebbe.

Che differenza c’è tra perla naturale e perla coltivata?

Entrambe sono formate da un mollusco, ma la perla naturale nasce senza intervento, mentre la perla coltivata risulta da un nucleo o da un innesto inseriti dall’uomo. La seconda domina il commercio. Nessuna delle due è un minerale: è materia organica, fatta di carbonato di calcio e di conchiolina. Un laboratorio può distinguerle, l’occhio raramente.

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