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Ossidiana nera: significato e proprietà

L’ossidiana nera è la pietra dello specchio nelle tradizioni: un vetro di vulcano in cui si sono cercate visioni.

  • Specchio
  • Protezione
  • Lucidità
L’essenziale

Ossidiana nera in breve

Per te, una pietra che si guarda in faccia per ricordarsi di vedere chiaro dentro di sé, anche in ciò che si preferisce evitare.

Una domanda da farsi

Cosa vorresti osare guardare in faccia in questo momento?

Un punto di attenzione

Se si rompe, taglia come il vetro: tieni le schegge lontano dai bambini piccoli.

Colore
nero
Intenzioni attribuite
protezione, radicamento
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Cosa evoca

La cristalloterapia moderna ne fa una pietra di protezione e di radicamento: le si attribuisce il ruolo di scudo simbolico e di specchio che rimanderebbe ciò che si nasconde.

Questa immagine non è nata ieri. Nell’antico Messico l’ossidiana levigata serviva da specchio, e il dio Tezcatlipoca, le cui immagini erano scolpite in questa pietra, porta un nome che Kunz traduce con « specchio lucente ». Uno di questi specchi sarebbe servito allo studioso inglese John Dee per le sue sedute di visione, nel XVI secolo.

L’ossidiana, però, non è un cristallo: è un vetro naturale, nato da una lava raffreddata troppo in fretta per cristallizzare. La sua nerezza e la sua lucentezza bastano a spiegare perché sia sempre stata guardata come una superficie in cui cercare qualcosa.

Le tradizioni

  1. Roma, I secolo

    Plinio collega il nome dell’ossidiana a Obsidio, che l’avrebbe scoperta in Etiopia. La descrive nerissima, di una trasparenza opaca: fissata al muro come specchio, restituirebbe « piuttosto l’ombra che l’immagine ». Dice di aver visto statue di Augusto e quattro elefanti scolpiti in questa pietra.

    Plinio il Vecchio, Naturalis historia, XXXVI, 67 (trad. Littré)
  2. Antico Messico

    I messicani scolpivano nell’ossidiana immagini del dio Tezcatlipoca, il cui nome Kunz traduce con « specchio lucente ». Specchi di questa pietra sarebbero serviti alla divinazione; Kunz ne riproduce uno, proveniente da Oaxaca e allora conservato al museo del Trocadéro, a Parigi.

    G. F. Kunz, The Curious Lore of Precious Stones (1913)
  3. Inghilterra, XVI secolo

    Una lastra di ossidiana levigata proveniente dal Messico sarebbe appartenuta, secondo l’etichetta redatta da Horace Walpole, a John Dee, studioso inglese del XVI secolo: era, dice il catalogo citato da Kunz, la pietra nera in cui evocava i suoi spiriti.

    G. F. Kunz, The Curious Lore of Precious Stones (1913)

Un gestoLa si posa su un tavolo o la si tiene in mano per un momento di ritorno su di sé, piuttosto che come gioiello di tutti i giorni.

Nessuna pietra ha un effetto dimostrato sulla salute: in caso di disturbi, rivolgiti a un professionista della salute.

La sua carta d’identità

Natura
Vetro vulcanico (non è un minerale cristallizzato)
Famiglia
Vetro naturale
Composizione
vetro ricco di silice (SiO2, 70 % o più)
Durezza (scala di Mohs)
5–6 su 10
Colori
nero
Origini
regioni vulcaniche: Messico, Armenia, Islanda, Italia (isole Eolie), Stati Uniti
Imitazioni frequenti
vetro nero stampato

Prendersene cura senza rovinarla

  • AcquaSìUn risciacquo rapido con acqua tiepida e sapone, poi un’asciugatura, non la rovina.
  • SaleSìDurezza 5–6 sulla scala di Mohs: più dura del sale (2,5), sopporta un contatto breve; poi risciacquare.
  • SoleSìNessuno scolorimento noto alla luce del giorno.
  • CaloreDa evitareUno sbalzo brusco di temperatura può incrinarla: niente fonti di calore diretto.
  • Graffi e urtiFragileSi rompe come il vetro, in schegge molto taglienti.

Purificare e ricaricare senza rovinarla
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Precauzioni

  • Un frammento rotto ha bordi taglienti come il vetro: maneggialo con cura, fuori dalla portata dei bambini piccoli.

I veri pericoli delle pietre

Sfumature e fonti

I libri moderni la collegano spesso allo Scorpione o al Capricorno e al chakra della base; alcuni la dicono troppo « forte » per un uso quotidiano. Nulla di tutto ciò poggia su un testo antico: è una lettura della fine del XX secolo.

Ossidiana nera: le tue domande

L’ossidiana nera è pericolosa?

L’unico vero pericolo è fisico: è un vetro, e un pezzo rotto ha spigoli taglienti come una scheggia di bottiglia, tanto che per millenni se ne sono fatte lame. Gli avvertimenti su un’energia « troppo potente » sono questione di credenza: nessun rischio di questo tipo è stato dimostrato. Riponila a parte e tieni le schegge lontano dai bambini.

Come riconoscere una vera ossidiana?

Un’ossidiana naturale è leggera, abbastanza fredda al tatto, e mostra spesso sottili inclusioni o riflessi a seconda della luce. Il vetro nero stampato, molto comune nei gioielli economici, è perfettamente uniforme e può conservare bolle rotonde. I riflessi delle ossidiane « occhio celeste » e « dorata » vengono da minuscole inclusioni del vetro.

Si può lasciare al sole o nell’acqua?

Sì: l’acqua tiepida e la luce del giorno non la rovinano. Il vero rischio è l’urto, perché la sua durezza, da 5 a 6, è quella di un vetro comune: un colpo sulle piastrelle basta a scheggiarla. Evita anche gli sbalzi bruschi di temperatura, che possono spezzare qualsiasi vetro.

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