Un aspetto designa un angolo preciso che separa due pianeti: 0, 60, 90, 120 o 180 gradi per i maggiori.
In realtà, gli astri non cadono quasi mai esattamente su questo angolo. L’orbe fissa il margine accettato: con un orbe di 7 gradi attorno alla quadratura, due pianeti separati da 83 a 97 gradi sono ancora considerati in quadratura. Quando lo scarto si riduce, l’aspetto è detto stretto, e più peserebbe nella lettura.
Il sito adotta orbi di 8 gradi per la congiunzione e l’opposizione, 7 per quadratura e trigono, 5 per il sestile. Quando sono coinvolti il Sole o la Luna, vengono ampliati di uno o due gradi, cioè 10, 8 e 6 gradi a seconda dell’aspetto, perché i luminari irradiano di più nella tradizione.
Questa impostazione è una convenzione: un orbe più ampio fa comparire più aspetti in un tema, un orbe stretto ne tiene pochi e li giudica più netti. Si può anche leggere se l’aspetto si stringe o si allontana dall’esattezza, cosa che il sito indica quando il calcolo lo permette. Questo effetto si chiama applicazione e separazione: un aspetto che si stringe è detto applicativo, uno che si allontana separativo, due sfumature che gli astrologi classici distinguevano già.
Famiglia
Il tema natale
Lo schema
Gli orbi del sito
Da leggere dopo
Gli aspetti minori
La storia, i dibattiti e le fonti
Un po’ di storia
Tolomeo, nel Tetrabiblos, parla solo dei cinque aspetti maggiori e non quantifica un margine generale.
William Lilly, nel 1647, lega un orbe a ogni pianeta, più ampio per il Sole e la Luna, e somma le metà degli orbi dei due astri per sapere se il loro aspetto esiste. André Barbault, nel XX secolo, raccomanda al contrario orbi ristretti.
Fonti
3
Più antica
Claudio Tolomeo, II secolo
Più recente
André Barbault, 1961
Ciò che fa discutere
Gli astrologi classici usano orbi ampi e variabili a seconda del pianeta.
I moderni ne impiegano spesso di più fissi e più stretti, uguali per tutti i pianeti. Gli uni ritengono che un orbe troppo ampio sommerga gli aspetti, gli altri che un orbe troppo stretto ne faccia perdere. Nulla permette di misurare quale sia il più giusto, mancando un campione di riferimento.
Le scuole non sono tutte d’accordo: il sito espone le posizioni senza scegliere al posto tuo, e indica l’impostazione che usa per impostazione predefinita.
Da dove viene questa nozione
Gli autori e i testi che stabiliscono o discutono questa nozione, con il passo quando è noto.
Le cifre dello schema sono calcolate dal motore del sito (Astronomy Engine) o ricavate dai fatti registrati, mai ricopiate.
Gli orbi del sito
Orbi del sito (una sola tabella, quella del motore): scarto tollerato intorno all’angolo esatto
Aspetto
Angolo
Orbe
Con il Sole o la Luna
☌ Congiunzione
0°
8°
10°
⚹ Sestile
60°
5°
6°
□ Quadratura
90°
7°
8°
△ Trigono
120°
7°
8°
☍ Opposizione
180°
8°
10°
Domande frequenti: gli orbi degli aspetti
Che cos’è l’orbe di un aspetto?
È la tolleranza, in gradi, attorno all’angolo esatto. Se la quadratura è a 90 gradi e l’orbe di 7, due pianeti a 85 gradi l’uno dall’altro sono ancora in quadratura, con uno scarto di 5 gradi. Più l’orbe è piccolo, più l’aspetto è esatto.
Perché gli orbi variano a seconda degli autori?
Perché nessuna misura li fissa. Lilly attribuisce un orbe a ogni pianeta, Barbault li stringe, altre scuole li uniformano. Lo stesso tema può quindi mostrare otto aspetti presso un astrologo e dodici presso un altro, senza che nessuno abbia torto.
Quali orbi usa il sito?
8 gradi per la congiunzione e l’opposizione, 7 per quadratura e trigono, 5 per il sestile. Per il Sole e la Luna, 10, 8 e 6 gradi. Questi valori sono quelli del motore di calcolo, identici su tutte le pagine del sito.