Tasso vibrazionale: da dove viene l’idea, cosa se ne sa
Il tasso vibrazionale è un’espressione dei radiestesisti per un numero che dovrebbe descrivere una persona o un luogo, senza alcuna misura possibile.
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- immagine
- stato interiore
Tasso vibrazionale in breve
Per te, la nozione resta un’immagine: quella di uno stato interiore più o meno sereno, che puoi descrivere con le tue parole, senza numero né quadrante.
Da dove viene l’espressione
L’espressione circola nell’ambiente della radiestesia, dove si parla di una scala detta di Bovis, dal nome del radiestesista André Bovis. Secondo questa idea, ogni cosa, luogo o persona avrebbe un livello numerico, che si leggerebbe con il pendolo su un quadrante graduato. Oggi è ripresa ben oltre i radiestesisti, anche a proposito di praticanti, in contesti molto vari.
Ciò che se ne sa
Nessuna unità è definita, nessun apparecchio legge questo tasso, e nessuno standard permette di confrontare due risultati. Nelle prove controllate con rabdomanti e radiestesisti, senza che nessuno conoscesse la risposta, i risultati sono rimasti quelli del caso. Per questo Versana non disegna un quadrante del tasso vibrazionale: un numero mostrato sembrerebbe più solido di quanto sia, e dipenderebbe soprattutto da ciò che speri leggendolo. Il quadrante in percentuale, invece, colloca una sensazione, nient’altro.
Il tasso vibrazionale umano
Applicata a una persona, l’espressione indica un livello che salirebbe nei momenti di serenità, di apertura o di gioia, e scenderebbe con la stanchezza, la rabbia o la paura. Circolano elenchi che attribuiscono numeri a emozioni o a persone; quelli che si incontrano non citano né unità, né strumento, né protocollo. Ciò che descrivono resta familiare: l’umore varia, e certi momenti, certi incontri, lasciano più leggeri di altri. Versana tiene questa osservazione e lascia da parte il numero: nessuna pagina del sito dà il tasso di una persona.
Il tasso vibrazionale spirituale
Nelle correnti spirituali che riprendono l’espressione, «elevare il proprio tasso vibrazionale» significa avanzare su un cammino interiore: meditare, pregare, perdonare, vivere in modo più semplice. L’immagine si ricollega a vecchie metafore dell’elevazione, presenti in molte tradizioni. Intesa così, parla di un orientamento, non di una misura: nessuno può dire a che punto sei al posto tuo, e un numero attribuito dall’esterno rischia di trasformare un percorso personale in una gara. Se l’immagine ti aiuta, tienila come una bussola, senza quadrante.
Ciò che resta utile
L’immagine mantiene un interesse: parlare di uno stato interiore più o meno sereno, più o meno agitato. Anziché con un numero, descrivilo con le tue parole: calmo, teso, leggero, stanco, aperto. Questa descrizione vale più di una misura al pendolo, perché viene da te e può cambiare da un giorno all’altro. Annotala, se ti piace tenere un diario.
I test alla cieca non hanno mostrato risultati migliori del caso: il movimento deriverebbe da piccoli gesti involontari della mano. Non fare mai al pendolo una domanda di salute, di denaro o di diritto: rivolgiti a un professionista.
Tasso vibrazionale: le tue domande
Si può misurare il proprio tasso vibrazionale con un pendolo?
Un pendolo può indicare un numero, ma questo numero non misura nulla di stabilito: non esistono né unità né standard, e i risultati delle prove in doppio cieco restano quelli del caso. Il movimento riflette innanzitutto l’aspettativa di chi tiene la catenella. Usa piuttosto la tavola per nominare il tuo stato del momento.
Si può aumentare il proprio tasso vibrazionale?
Poiché l’espressione non indica alcuna grandezza misurabile, non lo si può né misurare né provare che aumenti. Molte persone la usano per parlare di un benessere percepito: prendersi un momento di calma, circondarsi di cose che piacciono, camminare all’aperto. Questi gesti hanno un loro valore, che si dia loro un numero o no.
Qual è il tasso vibrazionale di un essere umano?
Nessun numero può essere dato: senza unità né strumento, il tasso vibrazionale di una persona non si misura, e i numeri in circolazione cambiano da una fonte all’altra senza protocollo pubblicato. L’espressione serve soprattutto a dire che ci si sente bene o meno bene. Descrivere questo stato con le tue parole ti insegnerà di più di un numero letto al pendolo.
Perché l’espressione è così diffusa?
Perché dà un’immagine semplice a qualcosa di difficile da dire: sentirsi bene o no. Un numero rassicura, dà l’impressione di poter confrontare e progredire. Versana la riporta come una credenza comune, senza deriderla e senza attribuirle una misura che nulla permette di stabilire.
Fonti
- Pratiques de soins non conventionnelles: comment s’y retrouver? (pratiche di cura non convenzionali: come orientarsi, portale della salute del governo francese)Santé.fr (7 marzo 2024), letto il 15 ottobre 2026
- Pratiques de soins non conventionnelles: un complément, jamais un remplacement (cure non convenzionali: un complemento, mai una sostituzione, agenzia regionale della salute francese)ARS Nouvelle-Aquitaine (9 dicembre 2025), letto il 15 ottobre 2026
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