Vai al contenuto

Bacchette da rabdomante: come tenerle e leggerle, storia

Le bacchette da rabdomante si tengono leggere, con le punte in avanti: quando si incrociano o si abbassano, i rabdomanti vi leggono un segnale.

  • rabdomante
  • bacchette a L
  • tradizione
L’essenziale

Bacchette da rabdomante in breve

Per te, le bacchette offrono una camminata attenta in un giardino o in un campo, e un modo concreto di scoprire una tradizione antichissima.

Un punto di attenzione

Per una perforazione o un pozzo, uno studio idrogeologico resta indispensabile: le bacchette non sostituiscono un professionista.

Continua a leggere

Ciò che occorre sapere

  1. La bacchetta a Y e le bacchette a L

    La bacchetta a Y, tradizionalmente ricavata da un ramo biforcuto di nocciolo, si tiene per i due rami, con i palmi verso l’alto e la punta un po’ sollevata davanti a te. Le bacchette a L, spesso in rame o in ottone, vanno in coppia: una per mano, il lato corto stretto senza forza, il lato lungo parallelo al suolo. Posizione di partenza: gomiti vicino al corpo, bacchette dritte davanti a te, poi camminata lenta. Per fabbricare bacchette a L, raddrizza due grucce metalliche, con il lato corto di una dozzina di centimetri.

  2. Quando si incrociano

    Per i rabdomanti, bacchette a L che si incrociano davanti al petto segnalano il punto cercato; se si allontanano, indicherebbero un limite o una direzione. La bacchetta a Y, invece, si abbassa verso il suolo o si solleva bruscamente. Ogni rabdomante fissa la sua convenzione, come per il pendolo. Il movimento è reale: i polsi, inclinandosi appena, bastano a far ruotare bacchette leggere.

  3. Un po’ di storia

    Nel 1556, Georgius Agricola descrive nel De re metallica la bacchetta biforcuta dei minatori, ricavata di preferenza dal nocciolo, con tanto di incisione. Riporta le dispute che suscita tra di loro, dubita della sua efficacia, attribuisce il suo movimento al modo di tenerla e consiglia di osservare piuttosto i segni del terreno. In seguito, la bacchetta si rivolge alla ricerca dell’acqua; nell’Ottocento, il chimico Chevreul studia in uno stesso libro la bacchetta, il pendolo e i tavoli giranti.

  4. Il mestiere di rabdomante oggi

    Alcuni rabdomanti esercitano ancora, soprattutto in campagna, dove i proprietari li consultano prima di scavare un pozzo. Molti si descrivono come sensibili a zone del suolo che sentirebbero attraverso le bacchette. La loro pratica si basa sull’esperienza e sulla trasmissione, senza un protocollo comune. Nessun successo è assicurato: secondo gli idrogeologi, molte regioni della Francia hanno una falda a poca profondità, il che rende difficile attribuire i successi alla bacchetta.

  5. Che cosa mostrano i test

    Nel 1990, a Kassel, una trentina di rabdomanti ha accettato di cercare l’acqua che circolava in tubi interrati: secondo il resoconto di James Randi, i loro risultati sono rimasti quelli del caso. La guida «Il pendolo dice la verità?» presenta questi esperimenti più in dettaglio.

I test alla cieca non hanno mostrato risultati migliori del caso: il movimento deriverebbe da piccoli gesti involontari della mano. Non fare mai al pendolo una domanda di salute, di denaro o di diritto: rivolgiti a un professionista.

Da dove viene il movimento?

Le bacchette amplificano piccolissimi movimenti dei polsi e degli avambracci, prodotti senza intenzione cosciente: è lo stesso effetto ideomotorio del pendolo. Nel 1852, William Carpenter citava già i movimenti della bacchetta divinatoria tra i gesti guidati da un’idea più che dalla volontà. Il suolo, la pendenza o un’aspettativa bastano a orientare questi gesti mentre cammini.

Il pendolo dice la verità?

Bacchette da rabdomante: le tue domande

Come tenere le bacchette da rabdomante?

Per le bacchette a L, stringi il lato corto senza forza, pugni chiusi all’altezza della vita, gomiti vicino al corpo, lato lungo parallelo al suolo. Per una bacchetta a Y, tieni un ramo per mano, palmi verso l’alto, allargando leggermente le mani per creare una tensione. Cammina poi lentamente, con lo sguardo davanti a te.

Perché bacchette in rame?

Il rame e l’ottone sono pesanti per le loro dimensioni, si piegano facilmente a L e non arrugginiscono: le bacchette ruotano bene e durano a lungo. Alcuni rabdomanti attribuiscono al rame una conduttività utile alla loro percezione; è una credenza della tradizione, che le prove controllate non hanno confermato. Anche due grucce di metallo vanno bene.

Le bacchette da rabdomante funzionano davvero?

Il movimento è reale, ma viene dalle mani della persona che le tiene. Nelle prove in cui nessuno sapeva dove passasse l’acqua, i rabdomanti hanno ottenuto risultati paragonabili al caso. Molti conservano tuttavia la pratica per il piacere della camminata attenta e il legame con una tradizione rurale.

Per approfondire

La radiestesia, tavole e guide

Una tavola per iniziare

Hai voglia di provare con un pendolo? La guida passo dopo passo ti accompagna dall’impugnatura alla prima domanda.

Vedi le tavole Gratuito, senza account né e-mail · nulla viene inviato · nessuna previsione.