Quando
il tempo del legame, ciascuno alla propria età
La matrice di coppia è il ritratto del legame stesso: ciò che due persone creano insieme, al di là di ciò che ciascuna porta.
Di Thomas Guilhot · aggiornato il
Non confronta due persone: somma le loro matrici per disegnarne una terza, quella della relazione.
Vi si legge la tonalità dell’incontro, la risorsa in cui il duo riprende forza, la lezione comune, il rapporto con il denaro e i periodi vissuti in due. Vale per ogni coppia, qualunque sia il genere, e anche per due soci o due amici. Illumina un legame; non dice mai se debba durare.
il tempo del legame, ciascuno alla propria età
Calcola le due matrici, poi somma i loro punti esterni a due a due, riducendo ogni totale superiore a 22 alla somma delle sue cifre.
L’interno si ricalcola poi a partire da queste somme. Esempio fittizio: il 14 marzo 1987 e l’8 maggio 1990. I ritratti 14 e 8 danno 22; i talenti 3 e 5 danno 8: l’incontro si legge in 22 e 8. La risorsa vale 13, la lezione comune 11; il denaro si legge in x2 = 3 e c = 8.
Possibilità, non una previsione: nessun periodo annuncia un evento certo.
No. Descrive un clima, delle forze e dei punti sensibili, mai un esito. Due persone la cui matrice comune sembra impegnativa possono costruire un legame molto solido, e può accadere anche l’inverso. Ciò che fa durare una relazione resta quello che ciascuno ci mette: l’attenzione, la parola, il modo di attraversare i disaccordi.
No, bastano le date. La matrice non tiene conto né dell’ora né del luogo, a differenza del tema natale. Verifica solo che le due date siano esatte: un giorno di scarto cambia più punti. Se una delle due è incerta, considera la lettura uno spunto di riflessione più che un ritratto fedele del legame.
Sì. Il calcolo è lo stesso per qualsiasi duo. Tra soci, la linea del denaro e la lezione comune sono spesso le più eloquenti; tra amici, l’incontro e la risorsa. La lettura mantiene la stessa prudenza: aiuta a capire la dinamica di una relazione, non dice con chi lavorare o restare in contatto.