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Leggere una matrice nella matrice del destino

Leggere una matrice significa osservare come ogni energia si vive al proprio posto: appagata o bloccata, e in eco con le sue vicine.

L’essenziale

Leggere una matrice in breve

Quando
per tutta la vita
Matrice del destino
Leggere una matrice
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Di Thomas Guilhot · aggiornato il

Cosa indica: leggere una matrice

Una matrice si legge per strati.

Prima ogni energia, che ha due versanti: in eccesso, trabocca; in difetto, manca o si blocca. Poi le famiglie di energie affini, che si rispondono attraverso le mappe. Infine le zone che si fronteggiano nella figura e si illuminano a vicenda. Questa pagina dà il metodo; le altre pagine dettagliano ogni punto. Lo scopo non è appiccicare un’etichetta, ma individuare ciò che si ripete e ciò che chiede attenzione.

In eccesso, in difetto

Ogni energia si vive in due modi. In eccesso, è sovraespressa: la persona ne fa troppo, vi si aggrappa, vi si chiude dentro. In difetto, manca o si blocca: la persona la evita, non la conosce o la lascia agli altri. Tra i due c’è una versione equilibrata, quella che la lettura cerca di nominare. Una stessa energia può quindi mostrarsi con volti opposti, secondo il posto in cui cade e il momento della vita. Porsi la domanda «in eccesso o in difetto?» evita di ridurre un’energia a un solo tratto e apre spunti concreti per riequilibrarla.

Le energie affini

Le ventidue energie formano serie che condividono una stessa radice. Nella prima serie, uno, dieci e diciannove si rispondono; due, undici e venti pure; così tre, dodici e ventuno, poi quattro, tredici e ventidue. Seguono poi le coppie: il cinque e il quattordici, il sei e il quindici, il sette e il sedici, l’otto e il diciassette, il nove e il diciotto. Individuarle aiuta a capire perché uno stesso tema ritorni in più zone della matrice, con numeri diversi, e perché due energie vicine in una serie si sfumino a vicenda.

Le zone speculari

Nella figura, alcune zone si fronteggiano e si illuminano a vicenda. La zona dei genitori e dei figli risponde alla linea del karma materiale: ciò che si gioca in famiglia risuona con ciò che si costruisce concretamente. La coda karmica, in basso, risponde ai talenti, in alto: ciò che si è imparato a subire fa eco a ciò che si sa fare con facilità. Leggere una zona guardando la sua gemella dà spesso la chiave di uno schema. Una difficoltà in basso trova di frequente una risorsa in alto, e viceversa. Questa lettura incrociata evita di fermarsi alla prima constatazione: ciò che pesa da un lato indica spesso ciò che sostiene dall’altro.

Quando

per tutta la vita

Il calcolo passo dopo passo

Ordine di lettura per il 14 marzo 1987.

Prima il ritratto: a = 14. Poi il centro: e = 3, la zona di comfort. Il talento ricevuto: b = 3. La lezione di vita, che vale 6, con la coda karmica 9-15-6. Il denaro: il punto x2 vale 11. Le relazioni: il punto x1 vale 10. Infine i programmi, nove in tutto per questa data. A ogni tappa, chiediti se l’energia si vive in eccesso o in difetto, poi cerca la sua eco nelle serie e nelle zone speculari.

Una lettura simbolica della matrice del destino: una pista di riflessione su di te, mai un verdetto né un fatto accertato.

Domande frequenti: leggere una matrice

Da quale pagina cominciare per leggere la propria matrice?

Comincia dal ritratto, è ciò che chi ti sta intorno percepisce per primo. Passa poi al centro, quindi al talento ricevuto e alla lezione di vita. Il denaro, le relazioni e i programmi vengono dopo. Quest’ordine va dal più visibile al più profondo. Nulla ti obbliga a leggere tutto d’un fiato: una pagina alla volta basta, e puoi tornare sulle altre quando si presenta una domanda.

Un’energia in difetto è una brutta notizia?

No. In difetto non significa assente né carente: l’energia si mostra con più discrezione, o chiede di essere risvegliata. Spesso si sveglia appena le si fa un po’ di spazio. La lettura nomina un terreno da coltivare, senza voti né classifiche. Un’energia in eccesso si lavora allo stesso modo, cercando l’equilibrio.

Bisogna capire tutto perché la lettura sia utile?

No. Trattieni due o tre idee che ti parlano, lascia da parte il resto. La lettura serve quando ti aiuta a riconoscere uno schema o a scegliere diversamente in una situazione precisa. Se un passaggio ti lascia indifferente, non forzarlo: forse si chiarirà più avanti, o mai, e questo non toglie nulla al valore del resto.